Anche Antonio Bello, come Papa Francesco, veniva dalla «fine del mondo», da quella Alessano povera e arcaica che sorge a pochi chilometri dal Capo di Leuca, finis terrae, lembo estremo d’Europa, margine di un continente che qui si sfrangia in paesaggio urbano rarefatto e campagna assolata. Forse da questa estremità, da questa marginalità, si vede con più nitidezza la verità dei consorzi umani e dello spirito che li governa: come se una lontana periferia fosse capace di farsi sporgenza, da …
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