Se le gambe sexy di Laura Antonelli sulla scaletta di Malizia, soft-erotico del ’73 di Salvatore Samperi, son diventate l’icona più tornita del voyeurismo cinematografico, il merito va anche a quel mago della luce e dell’inquadratura che è Vittorio Storaro. Maestro tra i maestri dell’immagine, ‘alter occhio’ dei grandi del grande schermo, Storaro, da quando ha cominciato (nel ’62, con I Normanni di Giuseppe Vari), non ha mai smesso di dividersi tra cinema d’autore e cinema commerciale o di genere : …
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