Note da un Io che “suda e barcolla”
Nel marzo del 1985, quattro anni prima della morte, Samuel Beckett rilasciò l’autorizzazione a divulgare la sua corrispondenza, raccomandando a Martha Dow Fehsenfeld, curatrice della pubblicazione, di restringerla ai brani che avessero «attinenza» con il suo lavoro di scrittore. Sarebbero, a questo proposito, soprattutto le missive indirizzate all’amico Thomas McGreevy a racchiudere la maggior quantità di indicazioni: proprio quelle che costituiscono l’asse portante del primo volume delle Lettere di Samuel Beckett, tradotte per la prima volta da Massimo Bocchiola e … Continua
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