TS: "Lanno scorso la Juventus aveva due punti in più, frutto di una vittoria in più e un pareggio in meno, ma le sconfitte erano sempre due"
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Torino, 21/11/2017. Dopo la partita di Marassi si è aperto un dibattito sulla “fame di vittorie” e si è fatta largo la sensazione che siano venute meno le motivazioni o, quanto meno, che non siano così veementi come nel recente passato. In realtà i giocatori sono i primi a smentire. uno scenario del genere, anche se fra dichiarazioni e post sui social ammettono che qualcosa deve cambiare o qualcosa deve scattare di nuovo. Due anni fu la sconfitta del Sassuolo (con la conseguente terapia di gruppo nello spogliatoio di Reggio Emilia, dove Buffon sbottò risvegliando le coscienze bianconere), l’anno scorso quella di Firenze (con la terapia tattica del 4-2-3-1 che fece svoltare la squadra ad ogni livello), quella di domenica verrà ricordata come la svolta di Marassi? Allegri pare giustamente disiniteressato alla questione puramente giornalistica di battezzare il momento, ma spera che il Barcellona con tutte le enormi motivazioni legate alla sfida possa riaccendere qualche luce e riattaccare le spine della squadra. L’anno scorso la Juventus aveva due punti in più, frutto di una vittoria in più e un pareggio in meno rispetto a quest’anno, ma le sconfitte erano sempre due. Come dire: il ritmo bianconero non di discosta molto da quello che l’anno passato ha portato al titolo. Il terzo posto e il distacco di quattro punti dalla vetta, semmai, sono il frutto del ritmo forsennato del Napoli che sta viaggiando ad alta velocità fin dall’inizio della stagione senza apparentemente decelerare. Allegri, tuttavia, non è ancora preoccupato: sa che i conti si fanno in primavera ed è preoccupato di mantenere il suo ritmo.
Guido Vaciago
Tuttosport