Il resto della salute è in lista d’attesa. Il Covid ha fermato la Sanità
A livello locale se ne trova notizia un po’ ovunque nelle cronache regionali. Le liste d’attesa si sono allungate. Il Covid ha occupato gran parte dello spazio e del personale della sanità pubblica. Sono rimasti senza appuntamenti e controlli i pazienti cronici e quelli in attesa di nuove diagnosi. Sono quasi 18 milioni, a livello nazionale, le prestazioni “saltate” da fine febbraio a oggi.
La riduzione di prestazioni erogate registrata tra gli anni 2019 e 2020 è stimata in circa il 40 per cento. Sulla base del «Monitoraggio strategie di intervento per recupero liste d’attesa» effettuato dal Ministero della salute con la collaborazione delle regioni sono venuti meno 309.017 ricoveri, di cui 230.428 ricoveri chirurgici e 78.589 ricoveri medici. Per le prestazioni specialistiche ambulatoriali la perdita è stimata in 13,3 milioni per accertamenti diagnostici e circa 9,6 milioni di visite specialistiche. Sono stati posticipati 4 milioni di screening oncologici. Il Tribunale del Malato parla di attese di mesi che diventano anni in alcune regioni.
Sono prenotabili per ora solo le visite con priorità U, quelle urgenti. Per le altre manca ancora un piano organizzativo di recupero, Anche quelle urgenti hanno tempi più lunghi rispetto alla norma nella sanità pubblica: almeno due settimane per quelle che dovrebbe essere fatte entro 10 giorni. La soluzione, per chi può, è la via privata con tempi di attesa che si riducono a meno di una settimana.
Per quanto riguarda gli interventi già in estate il Ministero della Salute ha emanato diversi protocolli per la gestione in base all’urgenza. Sono urgenti le operazioni oncologiche e quelle con codice A, cioè da eseguire entro 30 giorni. Per le altre la riprogrammazione è scaglionata.
Il Governo ha incrementato di 478 milioni di euro il finanziamento al Servizio sanitario nazionale per ridurre le liste d’attesa. Le vie per farlo sono le nuove assunzioni e l’investimento nelle strutture ospedaliere. «Per il recupero delle liste di attesa per il settore pubblico», ha detto la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, «sono stati previsti specifici interventi per il periodo fino al 31 dicembre 2020, quali la maggiorazione del compenso orario del personale dirigente medico (che passa da 60 a 80 euro per ora), e del personale del comparto sanità (portato a 50 euro per ora), nonché l’aumento del monte ore dell’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata interna».