Tyson Fury torna, travolge Makhmudov in una bolgia e invoca Joshua: si farà il match più atteso dei massimi?
Tyson Fury ha fatto il proprio ritorno sul ring a sedici mesi di distanza dalla sconfitta rimediata contro Oleksandr Uysk il 21 dicembre 2024: in quel di Riad (Arabia Saudita) andò in scena la rivincita del match di maggio, quando il ribattezzato The Gipsy King perse ai punti e l’ucraino si laureò Campione del Mondo indiscusso dei pesi massimi. Davanti ai 60.000 spettatori che hanno gremito il Tottenham Hotspur Stadium di Londra, il colosso di Manchester ha sconfitto Arslanbek Makhmudov con un nitido verdetto unanime: 120-108, 120-108, 119-109. Due giudici hanno assegnato al padrone di casa tutte le dodici riprese, mentre uno ha ravvisato un chiaro 11-1.
Il 37enne, che ha ripreso la carriera agonistica per l’ennesima volta dopo aver annunciato il ritiro in ben cinque occasioni, ha conquistato la sua 35ma affermazione da professionista (24 per ko), a fronte di due sconfitte (quelle subite contro l’attuale padrone della categoria regina) e un pareggio. Il match è stato decisamente a senso unico: Fury ha sempre fatto valere il suo celeberrimo jab, si è fatto apprezzare con il montante in svariate circostanze, ha sempre sorpreso l’avversario con diversi colpi al corpo, è risultato sempre molto preciso in ogni frangente e ha mandato in crisi il rivale.
Il russo-canadese (21-3), che venne sconfitto per ko dal nostro Guido Vianello nell’agosto 2024 (ma l’italiano non ha avuto un’occasione come questa…), ha avuto la capacità di rimanere in piedi per dodici round e ha tenuto dei colpi micidiali, reggendo contro la verve del rivale negli ultimi nove minuti del combattimento, dove era chiaramente in debito di ossigeno e dove ha seriamente rischiato di finire al tappeto. Il rientro di Tyson Fury è stato positivo anche dal punto di vista atletico e fisico, ma ora l’attenzione è tutta per il prossimo futuro: andrà davvero in scena l’attesissimo incontro con il connazionale Anthony Joshua?
Fury lo ha chiaramente chiamato al termine dell’incontro di stasera e Joshua, presente a bordo ring, ha risposto da seduto: “Ti ho cercato per dieci anni, ora non vieni tu a dettarmi le condizioni: tu lavori per me“. Ai microfoni di Netflix, che ha trasmesso l’incontro in diretta, ha poi proseguito: “C’è una trattativa che va avanti da molto, io combatto e non faccio dichiarazioni senza avere nulla in mano: quando riceverò il contratto e mi andrà bene allora sarò disposto a firmare“. Intanto le cinture mondiali sono meritatamente in mano a Usyk, che sfiderà l’olandese Rico Verhoeven a maggio all’ombra delle Piramidi.