Leone XIV contro i signori della guerra: “Basta con l’idolatria del sé, del denaro e con l’esibizione della forza”
Nel suo intervento più duro dall’inizio della crisi, Papa Leone XIV ha denunciato quella che ha definito la “illusione di onnipotenza” alla base della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, chiedendo ai leader politici di fermarsi e negoziare la pace.
Il pontefice ha presieduto una preghiera serale nella Basilica di San Pietro proprio nel giorno in cui delegazioni statunitensi e iraniane avviavano colloqui diretti in Pakistan. Un tempismo che ha dato alle sue parole un peso politico evidente, pur in assenza di riferimenti espliciti.
Papa Leone XIV – primo pontefice statunitense – non ha citato né gli Stati Uniti né Donald Trump, ma il bersaglio del suo messaggio è apparso chiaro. Il riferimento alla retorica della superiorità militare e alla giustificazione religiosa del conflitto rimanda direttamente alle posizioni espresse da Washington nelle ultime settimane.
“Basta con l’idolatria del sé e del denaro. Basta con l’esibizione della forza. Basta con la guerra”, ha dichiarato. Un passaggio che segna una rottura netta con ogni ambiguità diplomatica e si colloca nella tradizione più esplicita della dottrina sociale della Chiesa contro la guerra.
Il Papa ha poi lanciato un appello diretto: “Fermatevi. È tempo di pace. Sedetevi al tavolo del dialogo e della mediazione, non a quello dove si pianifica il riarmo”. Parole che suonano come un richiamo urgente mentre il rischio di escalation resta altissimo.
Conosciuto per la cautela del suo linguaggio, Papa Leone XIV si sta progressivamente affermando come una delle voci più critiche verso il conflitto con l’Iran, assumendo una posizione morale che va oltre la prudenza diplomatica e punta direttamente alla responsabilità politica dei governi coinvolti.
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