Anziani morti in ambulanza, arrestato l’operatore della Croce Rossa indagato. Sospetti su cinque casa
Omicidi premeditati di cinque anziani. È stato arrestato Luca Spada, 27 anni, residente a Meldola, nel Forlivese, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Forlì sui decessi sospetti di alcuni anziani avvenuti durante o subito dopo trasferimenti in ambulanza. Il giovane, operatore della Croce Rossa e autista dei mezzi di soccorso – già sospeso dal servizio – era stato iscritto nel registro degli indagati. Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura guidata da Enrico Cieri. Le indagini sono condotte dai carabinieri.
L’arresto rappresenta l’ultimo sviluppo di un’indagine avviata nei mesi scorsi dopo una serie di morti ritenute anomale. Tra febbraio e l’autunno del 2025, infatti, almeno cinque anziani sono deceduti dopo essere stati trasportati in ambulanza tra abitazioni, ospedali e strutture sanitarie del territorio forlivese. In diversi casi, durante il tragitto si erano verificate complicanze che avevano reso necessario il rientro urgente in ospedale; i pazienti erano poi morti poco dopo o a distanza di alcuni giorni. Fin dall’inizio, gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione sul 27enne, presente – secondo quanto ricostruito – in tutti gli episodi finiti sotto la lente della magistratura. L’ipotesi investigativa è che i decessi non siano riconducibili esclusivamente a cause naturali, ma possano essere stati provocati da condotte volontarie, con il sospetto – ancora da verificare – di somministrazioni di sostanze letali durante il trasporto.
L’indagine, affidata al Nucleo operativo dei carabinieri di Forlì con il supporto dei Nas, è tuttora in corso e punta a chiarire con precisione le cause delle morti. Finora è stata disposta l’autopsia solo su una delle vittime, una donna di 85 anni deceduta il 25 novembre 2025. Per gli altri quattro casi — risalenti al 24 febbraio, 8 luglio, 12 settembre e 13 ottobre — la Procura nelle settimane scorso stava valutando l’esumazione delle salme per eseguire accertamenti medico-legali ritenuti decisivi. Non è chiaro se siano state eseguite e questo abbia portato alla decisione di chiedere una misura cautelare.
Gli anziani coinvolti erano tutti pazienti fragili, affetti da diverse patologie, e venivano trasferiti tra strutture sanitarie. Un elemento che rende particolarmente delicata l’indagine è proprio la difficoltà di distinguere tra un aggravamento naturale delle condizioni cliniche ed eventuali responsabilità esterne. Prima dell’arresto, il giovane aveva respinto con forza ogni accusa, dichiarandosi estraneo ai fatti. Assistito dai suoi legali, aveva sostenuto di aver sempre rispettato i protocolli di emergenza, attivando la centrale operativa e richiedendo l’intervento di automediche in caso di complicazioni. Aveva inoltre precisato che non in tutti i casi si trovava alla guida del mezzo, e che alcune delle morti erano avvenute giorni dopo il trasporto. La difesa aveva anche sottolineato come, per ciascun paziente, fosse intervenuto personale medico a bordo o tramite supporto sanitario esterno. Il 27enne si era detto “sconcertato” per le accuse e aveva chiesto di essere ascoltato dagli inquirenti, fornendo documentazione ritenuta utile alla propria posizione. Di diverso avviso i legali di alcune famiglie delle vittime, secondo cui le morti potrebbero comunque essere collegate a quanto accaduto durante i trasferimenti. Un nodo che gli accertamenti tecnici dovranno sciogliere.
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