Cabinovia Socrepes, Ansfisa smentisce Simico sull’opera olimpica ormai pronta: “Non ci hanno chiesto il sopralluogo”
La cabinovia di Socrepes Apollonio che danza su una frana e che è stata costruita in tutta fretta, è destinata a diventare il primo, vero incubo del dopo-Olimpiadi invernali. Avrebbe dovuto essere pronta per il 5 febbraio, così da trasportare in quota gli spettatori delle gare di sci alpino femminile. Poi l’appuntamento era slittato al 12 febbraio con la speranza (trapelata dalle cronache giornalistiche locali) di farvi salire addirittura il presidente Sergio Mattarella per il viaggio inaugurale. Niente da fare e così il termine è stato spostato al 6 marzo, giorno di inizio delle Paralimpiadi. Siamo arrivati quasi a metà aprile e la cabinovia non solo non è pronta, ma l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (Ansfisa) non è neppure nelle condizioni di avviare l’iter di controllo. Per il semplice fatto che non ha ricevuto da Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico) la richiesta di sopralluogo.
A darne comunicazione è stato il dirigente generale di Ansfisa, l’ingegnere Pietro Marturano, con una lettera inviata all’onorevole Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera. La parlamentare aveva voluto verificare l’attendibilità delle dichiarazioni del commissario straordinario di Simico, Fabio Massimo Saldini, che il 6 marzo aveva diffuso un comunicato trionfalistico: “Si sono ufficialmente conclusi ieri i lavori della Cabinovia Apollonio Socrepes. Dopo i nulla osta tecnici ricevuti da Ansfisa, il documento di fine lavori e il collaudo statico sanciscono a tutti gli effetti il completamento dell’impianto funiviario”.
La doccia fredda di Ansfisa
La lettera di Marturano, datata 26 marzo, è una plateale smentita delle parole di Simico: “L’Agenzia non ha ancora ricevuto da Simico la richiesta di sopralluogo per lo svolgimento delle verifiche e prove funzionali. Pertanto il Nullaosta esecutivo non è stato rilasciato. Conseguentemente gli enti concedenti non hanno rilasciato l’autorizzazione all’apertura dell’impianto al pubblico esercizio”. Ansfisa aggiunge che l’ultimo nullaosta – relativo al progetto esecutivo e ad alcune varianti in corso d’opera – risale a febbraio, ma non poteva essere definitivo perché “è vincolato a diverse prescrizioni tecniche, tra le quali le più importanti sono la consegna delle certificazioni ‘CE’ dei componenti e sottosistemi funiviari”. È vero che il direttore dei lavori Michele Titton il 2 marzo ha consegnato il certificato di ultimazione delle attività, ma il sopralluogo preliminare dei funzionari Ansfisa, avvenuto dal 10 al 12 marzo, “ha rilevato la necessità di ulteriori completamenti, propedeutici alle operazioni di collaudo finale”. Senza questi adempimenti non è possibile avviare la verifica cruciale della sicurezza dell’impianto e della sua collaudabilità.
“Nonostante i comunicati di Simico, l’impianto non è affatto pronto, come hanno mostrato diversi reportage, e come ho potuto verificare personalmente qualche giorno fa: a Socrepes non c’è alcun impianto pronto, il panorama è desolante”, ha commentato Zanella. Si tratta ora di verificare se e quando scatteranno le penali indicate nel contratto da 35 milioni di euro con cui Simico ha affidato l’incarico di eseguire i lavori a un raggruppamento di tre imprese, Graffer, Ecoedile e Dolomiti Strade, dopo la rinuncia di Leitner e Doppelmayr, le più importanti società di costruzione di impianti a fune, a causa del rischio idrogeologico sul versante di Socrepes e dei tempi di esecuzione troppo stretti.
“Cessino le funzioni del commissario”
Il gruppo Avs della Camera ha aperto un secondo fronte nei confronti di Simico: “Con un emendamento al Decreto legge Commissari, ora all’esame del Senato, – annunciano l’onorevole Zanella e il senatore Peppe de Cristofaro – chiediamo la fine dell’incarico per il commissario straordinario Fabio Massimo Saldini in relazione a tutti gli interventi relativi all’adeguamento della pista olimpica di bob e slittino ‘Eugenio Monti’ di Cortina d’Ampezzo e alla realizzazione del nuovo impianto Socrepes-Apollonio”. Le motivazioni? “Innanzitutto l’architetto è anche amministratore delegato di Simico, nonché suo direttore generale: si trova così a rappresentare contemporaneamente l’ente committente e quello che realizza le opere, con grave conseguenze sulla trasparenza dei processi di decisione e realizzazione”.
Inoltre, la pista da bob non è ancora stata riconsegnata da Fondazione Milano Cortina al Comune che la dovrà a sua volta riconsegnare a Simico perché vengano conclusi i lavori. “Il Comune ha incaricato uno studio legale di occuparsi del pre-contenzioso, in vista appunto dell’acquisizione definitiva”. Ma c’è una terza ragione più generale, visto che l’attività di Simico è stata prorogata fino al dicembre 2033: “Di fronte a una gestione che ha dato priorità all’affarismo dei progetti e non alla loro integrazione con la vita della comunità del Boite, e soprattutto visto che la fase emergenziale è finita con le Olimpiadi invernali, crediamo sia una azione di buon senso porre fine ai poteri commissariale all’amministratore delegato di Simico”.
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