Annullato l’arresto di Mohammad Hannoun: era accusato di finanziare Hamas. La decisione al Riesame
La Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Mohammad Hannoun, l’attivista e architetto palestinese accusato di aver finanziato Hamas con la sua Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (Abspp). L’uomo di 64 anni era stato arrestato a fine dicembre insieme ad altre sei persone. Due di loro, Raed El Salahat e Khalil Abu Deiah, erano già stati scarcerati mentre invece erano stati confermati gli arresti di Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji. Per tutti e quattro la Corte ha rinviato la decisione a una sezione del Riesame di Genova. In attesa della decisione Hannoun resterà in carcere a Terni.
Il collegio difensivo si è detto soddisfatto per la decisione della Cassazione. “In attesa delle motivazioni della Suprema Corte pare evidente che il tribunale dovrà riconsiderare le posizioni degli indagati per i quali era stato provato solo l’invio a Gaza di aiuti alimentari e di denaro destinato ad attività umanitarie di sostegno alla popolazione civile”. Per i legali “è importante anche che la Cassazione abbia dichiarato inammissibile il ricorso della procura della Repubblica di Genova diretto a fare entrare nel procedimento i documenti trasmessi dai servizi segreti israeliani e già esclusi dal Riesame”.
Hannoun vive a Genova dal 1983. La Procura ha iniziato a sospettare di possibili legami con Hamas già alla fine degli anni Novanta ma le accuse furono archiviate. Le attività dell’Associazione però erano rimaste sempre sotto controllo e tra il 2021 e il 2023 diverse banche e operatori di pagamento avevano bloccato i conti dopo alcune segnalazioni dal governo di Israele. La fondazione era stata accusata già in passato di organizzare raccolte fondi spacciandole per beneficenza a scopi umanitari, ma Hannoun ha sempre negato.
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