Marina Gridelli e la Fondazione Marevivo Toscana: “Dagli pneumatici ai mozziconi, la nostra azione sulle spiagge”
Tutto è nato un giorno di quattro anni fa. Marina Gridelli, veterinaria toscana e mamma di tre figli ormai grandi, ospita per una premiazione Rosalba Giugni, fondatrice della Fondazione Marevivo, “la Wwf del mare”. Diventano amiche e lei la invita apertamente a fondare la Delegazione della Toscana, diventandone responsabile. Lei si schernisce, ma poi, tornando a casa, insieme a un gruppo di dieci professioniste, si fa coraggio e mette su la delegazione di Marevivo Toscana. Così inizia un’avventura senza pause, con tantissimi progetti pilota. “Il volontariato ce l’ho sempre avuto nel sangue, sono una scout, una crocerossina, come la presidente della Fondazione”, spiega Marina. “E quest’idea di mettermi al servizio di una cosa bella come il mare mi è piaciuta tantissimo; anche il sindaco ha accolto con favore l’idea dell’arrivo nella nostra città di una Fondazione che si occupa della tutela del Mare”.
Uno dei progetti nati a Viareggio grazie a Marevivo è BlueFishers, che prevede la sostituzione delle cassette in polistirolo dei pescatori con altre riutilizzabili e riciclabili. “Siamo riusciti”, racconta, “a far donare 2.500 cassette alla Cittadella della pesca, che è la cooperativa più importante dell’Alto Tirreno per numero di pescatori, parliamo di piccola pesca ovviamente. C’è ancora molto da lavorare ma siamo riusciti a distribuire le cassette a Viareggio, come progetto pilota, poi a Livorno, a Orbetello e a Carrara, grazie al contributo di Rotary e Tuscany Environment Foundation”.
Dall’educazione ambientale alla pulizia dei porti, i tanti progetti di Marevivo
Altro progetto su cui Marevivo Toscana si è concentrato quest’anno è quello dell’educazione ambientale nelle scuole. “Pensiamo”, continua Marina, “che la prima missione di Marevivo debba essere quella di formare futuri cittadini responsabili che evitino di produrre rifiuti in eccesso e capiscano l’importanza dell’economia circolare e della transizione ecologica. Abbiamo coperto quasi tutte le scuole superiori di Viareggio, anche qualche primaria. Per i più piccoli c’è la Valigia del Mare, un plastico che da una parte riproduce la spiaggia con le tartarughe e le loro uova, dall’altra, conchiglie anche esotiche anche da toccare, con le loro schede tecniche”.
Un’altra delle battaglie molto importanti di Marevivo è la cosiddetta legge Salvamare, che è stata approvata dai due rami del Parlamento nel maggio 2022, anche se mancano ancora alcuni decreti attuativi. Introduce l’obbligatorietà dell’educazione ambientale, il posizionamento di barriere sui fiumi, perché più del 75% dei rifiuti in mare arriva da lì, ma soprattutto, la possibilità per i pescatori di conferire a terra i rifiuti accidentalmente raccolti con le reti senza incorrere nel penale.
Un altro intervento che ha avuto molta risonanza è la pulizia dei porti, realizzata già due volte a Viareggio e a Orbetello, legata a un progetto di Marevivo che si chiama “PFU Zero”, per la raccolta di Pneumatici fuori uso abbandonati illegalmente. “Soprattutto in passato venivano usati pneumatici per fare da parabordi alle imbarcazioni e poi finivano in mare. Collaboriamo con un’azienda che li ritira e riesce a riutilizzarli per farne base per asfaltature, tappeti assorbenti, etc. In queste operazioni di pulizia realizzate grazie ai sub OTS del porto, Sub Marevivo e Comsubin della Marina Militare la prima volta abbiamo raccolto 55 pneumatici. Un giorno, incredibilmente, abbiamo tirato su un’anfora romana: è stato emozionante e ora fa bella mostra di sé nella Capitaneria di porto di Viareggio”.
Volontari entusiasti. E formati
Altro progetto significativo targato Marevivo è quello contro l’abbandono dei mozziconi, il rifiuto in assoluto più frequente sulle spiagge. Si chiama “Piccoli gesti grandi crimini” e prevede una vera e propria scena del crimine con un grande mozzicone al centro. “L’installazione è stata esposta anche ai Comics perché a Lucca l’hanno voluta dopo averla vista nelle più importanti città”, afferma la responsabile toscana.
Marina scherza dicendo che Marevivo è il suo lavoro principale e l’essere medico veterinario il secondo. “La nostra Fondazione tiene molto a curare i particolari: se ad esempio porto una classe a pulire una spiaggia prima ci sarà una parte teorica in cui spieghiamo come si svolgerà l’attività e in che contesto ci muoviamo, per non disturbare l’ecosistema. Inoltre i volontari vanno formati. Ma è una soddisfazione vederli mettere a disposizione il loro tempo e la loro professionalità. Inoltre, molte aziende cominciano anche a chiederci di organizzare dei veri e propri team building, che prevedono una formazione teorica cui seguono i clean up sulle spiagge”.
E poi c’è tutta la parte legata al farsi conoscere, “Marevivo è una Fondazione piccola anche se ha un ranking di alta affidabilità, tanto che sia con Marina Militare che con Capitanerie di Porto esiste una partnership da tempo consolidata”, racconta Marina. Parlando di testimonial, ogni anno viene creato un Cavaliere per il Mare che sia rappresentativo della Fondazione. “Uno di loro”, spiega sempre la responsabile, “è Hussain Aga Khan, un bravissimo fotografo subacqueo, narratore e ambientalista, che ha creato The living Sea, una mostra meravigliosa sugli animali del mare che in Italia porteremo a Firenze quest’anno, dopo Venezia e Milano”.
Ma come si finanzia la Fondazione? “Noi siamo tutti volontari”, risponde Marina, “ma per fortuna possiamo contare sulla collaborazione di alcune aziende che ci sostengono su alcuni progetti e andiamo avanti così. Qualche volta”, conclude sorridendo, “riusciamo persino a pagare la benzina delle trasferte. Quello a cui teniamo è che le persone sappiano che se c’è Marevivo significa che c’è una cosa bella, fatta bene e al tempo stesso concreta”.
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