I tormenti di Gasp
IL TEMPO (L. PES) - Tormenti e dissidi. A poco meno di due mesi dalla fine del campionato il futuro di Gasperini sembra ancora tutto da scrivere . Dai primi sorrisi iniziali si è passati in fretta ai malumori di fine estate fino ad arrivare ai veri e propri scontri di gennaio che si continuano a trascinare fino ad oggi, quando le parti in causa nel famoso «progetto triennale» sembrano più distanti che mai. Nel frattempo la Roma in campo è crollata e insegue con le poche speranze rimaste un posto in Champions che con la proprietà Friedkin non è mai arrivato.
Già, proprio quella proprietà che si trova davanti all'ennesimo bivio che ha caratterizzato praticamente quasi tutta la loro gestione. Continuare o cambiare, ricominciare o cercare di correggere al meglio in corsa. Stavolta, però, nel mirino sembrano essere finiti i calciatori più che l'allenatore o i dirigenti, come dimostra lo sfogo post Inter direttamente da Houston. Rivoluzione promessa , soprattutto nel nucleo storico dei veterani della squadra, ma difficilmente attuabile mentre Gasperini nella pancia di San Siro ribadiva il concetto espresso alla vigilia: « Squadra da rinforzare, non da smantellare» .
Una differenza di vedute che finora aveva caratterizzato soprattutto il rapporto tra il tecnico e il ds Massara , che al momento gode della fiducia dei Friedkin e di Ranieri ma che con l'allenatore di Grugliasco non ha mai vissuto l'idillio. Come emerso anche dal confronto del venerdì post eliminazione europea, da parte dei Friedkin resta la volontà di proseguire con tutti i protagonisti che oggi sono dentro il club , nonostante qualche errore commesso qua e là nella gestione tecnica e dirigenziale.
Ma Gasperini, da questo punto di vista, attende ancora di chiarire obiettivi e margine di manovra al termine di questa prima stagione romanista. La sfiducia nei confonti della direzione sportiva è apparsa in maniera evidente in questi mesi, ma anche nei grandi club, si sa, i dissidi si superano affinché il bene della squadra sia davanti a tutto. All'allenatore piemontese non erano stati dati obiettivi stagionali , soprattutto legati alla Champions, ma la sua ambizione e una prima parte di stagione da protagonista aveva forse alzato il tiro di una squadra che presenta ancora dei limiti . Limiti che Gasp vorrebbe superare in maniera decisa affidandosi comunque al nucleo di calciatori che da anni rappresentano lo zoccolo duro giallorosso mentre i Friedkin ora meditano se cambiare con decisione, pur consapevoli delle difficoltà che tutto questo posssa provocare.
Tanto da decidere e da giocare, ancora, da qui a fine maggio. Periodo nel quale inevitabilmente ci saranno altri confronti tra le parti , anche se la sensazione è che serva un grande lavoro di mediazione per portare avanti il progetto con questi presupposti. A meno di sorprese, comunque, la scelta dell'addio sarebbe del tecnico che si aspettava, evidentemente, qualcosa di molto diverso.