“Uno che gira con delle svastiche non è degno di cantare da nessuna parte”: bufera su Kanye West anche per il concerto a Reggio Emilia. Scattano gli appelli per cancellare lo show del rapper
Ancora polemiche attorno a Kanye West, sull’onda della decisione drastica del governo britannico di revocare il permesso d’ingresso al rapper americano per evitare l’estinzione al Wireless Festival di Londra. Dopo la decisione l’evento stato cancellato. A stretto giro scoppia la polemica anche a Reggio Emilia, dove l’artista sarà in concerto il 18 luglio alla Rcf Arena Campovolo nell’ambito dell’Helwatt Festival di cui è la star di punta. Una partecipazione già annunciata a dicembre, ma che torna alla ribalta dei riflettori proprio in queste ore.
In Italia da più parti, dall’Anpi di Reggio Emilia ai sindacati fino ad Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943, si invoca un intervento per evitare l’esibizione di West al Campovolo. “Uno che gira con delle svastiche non è degno di cantare da nessuna parte, non solo a Reggio Emilia o a Londra”, ha dichiarato a La Repubblica Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943 a Reggio Emilia.
Lo scorso dicembre l’Anpi aveva dichiarato: “Negli ultimi anni Kanye West si è reso protagonista di affermazioni e prese di posizione che hanno suscitato allarme a livello internazionale per il loro carattere antisemita, discriminatorio e violento, contribuendo alla diffusione di messaggi di odio che nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione artistica e che rischiano invece di legittimare intolleranza, razzismo e negazione dei principi democratici. Reggio ha una sua storia ben definita, e le sue idee non coincidono coi valori di questa città e di quanti hanno lottato per la sua democrazia”.
E ancora: “Chi veicola tali messaggi ignorano la responsabilità morale e civile che si hanno nei confronti della cittadinanza, in particolare delle giovani generazioni. La cultura non può essere neutra quando entra in conflitto con i valori dell’antifascismo, della solidarietà e del rispetto della dignità umana”.
Poi è intervenuta anche la Cisl Emilia Centrale: “Ciò che disse l’Anpi di Reggio Emilia lo scorso dicembre era sacrosanto ed è in sostanza ciò che dicono oggi il Primo ministro britannico Starmer e il sindaco di Londra Khan. Il rapper Ye assicura di essere cambiato, di voler suonare per la pace e l’amore e non più per la svastica e l’antisemitismo, ma la domanda resta: lo showbiz conta più dei valori costituzionali?“, commenta Rosamaria Papaleo. La sindacalista poi domanda: “Il no rigoroso che è scattato a Londra può valere anche a Reggio Emilia?”. Papaleo poi lancia un appello al sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari affinché il rapper incontri la comunità ebraica.
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