Perché spero che la maggioranza di governo Usa rimuova Trump per manifesta incapacità
Quando il comitato editoriale del New York Times, il 10 gennaio 2018, espresse le sue preoccupazioni su Trump in un redazionale intitolato “Trump è fuori di testa?”, si dimostrò al contempo lucido e ingenuo. Lucido nell’analisi: “Donald Trump è mentalmente idoneo a essere presidente degli Stati Uniti? Il suo comportamento — impulsivo, erratico, disonesto, infantile, volgare — è così allarmante, e così lontano da ciò che gli americani si aspettano dal loro presidente, da richiedere una spiegazione più profonda. Cosa non va nel signor Trump è evidente a chiunque lo ascolti parlare, legga i suoi tweet e osservi gli effetti del suo comportamento — sulla presidenza, sulla nazione e sulle sue istituzioni più importanti, e sull’integrità dell’ordine globale”. Ingenuo nell’indicare la via d’uscita: “La soluzione migliore è votare”.
L’anno precedente, 37 psichiatri avevano valutato la salute mentale di Trump nel bestseller Il caso pericoloso di Donald Trump. La curatrice di quel libro, la psichiatra forense Bandy Lee (prof a Yale, poi a Harvard) denunciava la pericolosità di Trump; la settimana scorsa ne ha spiegato la rielezione in termini di contagio: “A differenza del contagio di malattie fisiche, il contagio dei sintomi mentali avviene attraverso legami emotivi — tramite i media di massa e i social media — e più i sintomi sono gravi, più la diffusione è rapida e inesorabile. I 77 milioni di voti per Donald Trump sono stati la prima elezione presidenziale non per scelta, ma per contagio. La responsabilità, purtroppo, ricade in larga parte sui media. L’abolizione della Fairness Doctrine nel 1987 e il Telecommunications Act del 1996 hanno incentivato i contenuti che attraggono i lettori invece di informarli. Allo stesso tempo, gli algoritmi dei social media premiano contenuti polarizzanti.
Quando i media corporativi e i poteri politici hanno riconosciuto quanto sia travolgente e totalizzante la patologia mentale, hanno scelto di utilizzarla. Hanno anche capito che, con le disuguaglianze e lo sfruttamento a livelli non più giustificabili razionalmente, serviva qualcuno come Trump per intrattenere (infettare) il pubblico, ipnotizzandolo e distaccandolo dai fatti e dalla realtà. La misinformazione è diventata disinformazione, inganno e infine delirio. In effetti, la nostra epoca è forse la prima ad aver strumentalizzato la patologia mentale come strategia politica e modello di profitto. Quando una società viene privata non solo di informazioni complete, accurate e approfondite, ma anche della capacità di ragionare e di ancorarsi alla realtà, entra in crisi. Si apre così lo spazio per un dittatore mentalmente instabile e per i suoi seguaci, poiché le persone disturbate tendono ad attrarsi reciprocamente.
Ogni volta che Trump mostra pubblicamente i suoi deficit mentali, e questi non vengono spiegati o contenuti, contribuisce alla diffusione dei sintomi. Il semplice fatto di trasmettere e ripetere le sue affermazioni senza senso, le minacce sconsiderate, le false credenze, le contraddizioni e le menzogne patologiche, senza coinvolgere esperti di salute mentale per interpretarle e definire chiaramente ciò che è anormale e pericoloso, e immunizzare il pubblico, ha facilitato la diffusione della malattia. La crisi centrale è avere un presidente mentalmente compromesso che potrebbe essere manipolato da Israele contro l’Iran, un presidente col quale esiste un rischio elevato e inaccettabile di guerra nucleare”.
La domenica di Pasqua Trump ha postato: “Martedì sarà il Giorno delle Centrali Elettriche e il Giorno dei Ponti, tutto in uno, in Iran. Non ci sarà nulla di simile!!! Aprite quello Stretto fottuto, pazzi bastardi, oppure vivrete all’inferno. STATE A VEDERE! Sia lodato Allah”. Con questo post demenziale Trump rinviava ancora una volta il suo ultimatum di distruzione dell’Iran: doveva essere il 23 marzo, poi il 27, poi il 30, poi il 4 aprile, poi il 6 aprile, poi il 7. Oggi è l’8: l’ha rinviato di nuovo? Il senatore dem Chris Murphy ha scritto: “Se fossi nel gabinetto di Trump, chiamerei avvocati costituzionalisti riguardo al 25esimo emendamento. Questo è completamente fuori controllo”.
In base al 25esimo emendamento, il vicepresidente e la maggioranza di governo possono rimuovere temporaneamente Trump per manifesta incapacità a svolgere le funzioni presidenziali. Spero lo facciano, anche perché voglio sapere cosa c’è nei 3 milioni di Epstein files che il Dipartimento di Giustizia – con a capo il suo ex avvocato, Todd Blanche – si ostina a non divulgare, chissà perché.
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