Scuole chiuse in provincia di Campobasso, rischio isolamento della Puglia, Statale 16 chiusa, Autostrada A 14 chiusa in alcuni tratti e linea ferroviaria Adriatica chiusa per chilometri. Sono le conseguenze della frana di Petacciato che si è riattivata a partire dalle 9.30 di martedì 7 aprile con ogni probabilità a causa delle piogge abbondanti e costanti dei giorni scorsi sul Molise e altre Regioni. Quello che impressiona è che la frana – nota da 110 anni e che si era riattivata l’ultima volta nel 2015 – presenti un fronte lungo oltre quattro chilometri. Informazione diffusa dalla Protezione Civile al termine della riunione del Comitato Operativo, convocato d’urgenza nel pomeriggio di ieri per fare il punto sull’emergenza. “La zona – si legge – era già stata interessata nei giorni scorsi da eventi meteo particolarmente intensi, con apporti superiori ai 200 millimetri, che hanno determinato un quadro di marcata criticità e saturazione dei suoli”. Il movimento franoso, riattivatosi nelle prime ore della mattinata, ha rapidamente prodotto effetti devastanti sulla rete dei collegamenti, andando a colpire uno dei principali assi infrastrutturali del Paese. Le Ferrovie hanno messo a punto un piano per deviare gli spostamenti sulla linea Foggia-Caserta.
Le chiusure
Il fronte della frana ha infatti interrotto l’Autostrada A14 nel tratto compreso tra Montenero di Bisaccia e Termoli in entrambe le direzioni, paralizzando il traffico lungo la dorsale adriatica. Contemporaneamente è stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica tra Vasto e Termoli, mentre la situazione risulta ulteriormente aggravata dalla precedente chiusura di un tratto della Strada Statale 16, già compromesso dal crollo di un viadotto. Un concatenarsi di eventi che, di fatto, ha spezzato in due il sistema dei trasporti lungo la costa, con ripercussioni immediate su mobilità, logistica e attività economiche. Non a caso, da Palazzo Chigi si parla apertamente di un’Italia “divisa in due”. In una nota ufficiale si sottolinea come la frana, tuttora attiva, impedisca qualsiasi intervento immediato di ripristino: “Ogni azione sulla viabilità e sulla rete ferroviaria sarà valutata solo al termine delle verifiche tecniche in corso”. La priorità, al momento, resta il monitoraggio costante del movimento franoso e la messa in sicurezza dell’area.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue l’evoluzione della crisi in tempo reale ed è in contatto costante con i ministri competenti, tra cui Matteo Salvini e Nello Musumeci, oltre che con il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Il Comitato Operativo è stato attivato in seduta permanente per coordinare la gestione della prima emergenza: dall’assistenza alla popolazione evacuata alla definizione di soluzioni alternative per garantire, almeno in parte, i collegamenti.
Le conseguenze
Sul territorio, intanto, le conseguenze sono immediate e tangibili. La Prefettura ha disposto la chiusura di tutte le scuole per l’8 aprile in tutta la provincia di Campobasso, accogliendo la proposta del presidente della Provincia. Lo stop riguarda ogni ordine e grado, compresa l’Università degli Studi del Molise. Una decisione definita “necessaria e legata esclusivamente alla sicurezza”, motivata dalla congestione del traffico, dalla chiusura di numerose arterie e dalla necessità di ridurre al minimo gli spostamenti.
Ma l’impatto dell’evento supera i confini regionali. Dalla Puglia arriva l’allarme del presidente Antonio Decaro, che parla di “ennesima cattiva notizia” in un momento già delicato per le comunità locali. Il blocco simultaneo della viabilità ferroviaria e stradale lungo l’Adriatico rischia infatti di isolare la regione, con effetti rilevanti sia sulla mobilità quotidiana sia sul comparto turistico, soprattutto alla vigilia della stagione estiva. Decaro ha chiesto il coinvolgimento diretto della Puglia nel tavolo nazionale dell’emergenza, sottolineando la necessità di un coordinamento interregionale rapido ed efficace.
Il piano per gli spostamenti
Nel frattempo, Ferrovie dello Stato Italiane ha già avviato la definizione di un piano alternativo per i collegamenti a lunga percorrenza, che dovrebbe prevedere il dirottamento dei treni sulla tratta Foggia–Caserta, nel tentativo di limitare i disagi per passeggeri e merci.
Il quadro meteorologico e idrogeologico resta inoltre critico su un’area più ampia del versante adriatico. In Abruzzo, duramente colpito dal maltempo dei giorni scorsi, il responsabile della Protezione civile regionale Maurizio Scelli effettuerà un sopralluogo aereo nelle zone più colpite, tra cui Castiglione Messer Marino, per valutare l’entità dei danni e individuare le priorità di intervento. Diversi comuni risultano isolati, si registrano guasti alla rete idrica e criticità diffuse sulla viabilità, mentre nuove frane e smottamenti mantengono alto il livello di allerta.
Il caso di Petacciato si inserisce dunque in un contesto più ampio di fragilità del territorio, aggravato da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. Per ora, tuttavia, ogni prospettiva di ritorno alla normalità resta legata all’evoluzione della frana: finché il movimento del terreno non si stabilizzerà, qualsiasi intervento strutturale resterà sospeso, e con esso la possibilità di ripristinare pienamente uno dei principali corridoi di collegamento del Paese.