Israele continua a fare stragi nel Libano e i suoi soldati sparano contro le postazioni Unifil
Almeno otto persone sono state uccise durante i raid aerei israeliani nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall’agenzia statale libanese National News Agency.
Tre vittime sono state registrate a Maarakeh, una a Zebdine, una a Deir al-Zahrani e tre a Tayr Debba. Decine di persone sono rimaste ferite, tra cui nove a Qatrani. Sebbene i numeri non siano stati verificati in modo indipendente, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano emesso lunedì un avviso per i residenti di diversi villaggi della zona, segnalando che erano previsti interventi militari significativi.
Secondo il New York Times, citando due alti funzionari iraniani anonimi, Teheran avrebbe richiesto garanzie di non subire attacchi futuri e che i raid israeliani contro il suo alleato Hezbollah nel sud del Libano cessassero.
Nel frattempo, la Forza Interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha diffuso immagini dei danni subiti presso il proprio quartier generale a Naquora, nel sud del Libano, durante gli scontri tra le forze israeliane e Hezbollah. Alcune fotografie mostrano telecamere di sicurezza esterne che, secondo UNIFIL, sarebbero state intenzionalmente distrutte dai soldati israeliani la scorsa settimana.
Kandice Ardiel, portavoce di UNIFIL, ha dichiarato sui social media che la forza “ha espresso grave preoccupazione alle Forze di Difesa Israeliane e presenterà una protesta formale per le loro azioni. Ricordiamo loro l’obbligo di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite e di rispettare l’inviolabilità delle sedi ONU”.
I raid israeliani, le richieste di garanzie da parte dell’Iran e i danni al quartier generale dell’ONU evidenziano una nuova escalation di tensione nel sud del Libano, che potrebbe avere ripercussioni sulla stabilità regionale.
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