Guerra in Iran, vacanze a rischio e aerei senza carburante: la situazione
Pavia. La guerra contro l’Iran cominciata da Stati Uniti e Israele pende come una spada di Damocle sulle vacanze e i viaggi aerei di milioni di Italiani: a causa dell’aggressione, infatti, la repubblica islamica ha chiuso lo stretto di Hormuz: è il collo di bottiglia commerciale dal quale transita un quinto del petrolio mondiale oltre a circa mezzo milione di barili di carburante per aerei, le cui scorte cominciano ad assottigliarsi già adesso. In vista di un’estate calda sul fronte dei rifornimenti per le compagnie aeree, le ricadute dell’aggressione all’Iran rischiano di ripercuotersi sulle famiglie e sul loro diritto al riposo, dopo un anno di lavoro e fatica.
Rischio passeggeri a terra
La crisi in Medio Oriente rischia di avere ripercussioni pesantissime non solo sul trasporto aereo, ma su tutto il settore turistico estivo. Lo denuncia oggi RimborsoAlVolo, società specializzata in trasporto aereo e assistenza ai passeggeri. Dopo il caos scoppiato a seguito della chiusura degli spazi aerei che nei primi giorni di marzo ha lasciato a terra milioni di passeggeri in tutto il mondo, il focus si sposta ora sui viaggi estivi. Con la chiusura dello stretto di Hormuz, infatti, sono state bloccate le petroliere che trasportano in Europa il cherosene utilizzato per far volare gli aerei, con la conseguenza che, se in conflitto non terminerà entro aprile, gli scali europei si ritroveranno presto a corto di jet-fuel - spiega RimborsoAlVolo - Una situazione che provocherà un effetto a catena, costringendo le compagnie aeree a tagliare i collegamenti e cancellare i voli per carenza di carburante in pieno periodo estivo, quando cioè aumentano gli spostamenti dei cittadini per raggiungere le località di vacanza. Per i passeggeri si tratterebbe di un danno doppio: «Eventuali restrizioni ai voli dovute a carenza di carburante non solo lascerebbero i cittadini a terra, col rischio di perdere quanto pagato per strutture ricettive o altri servizi turistici precedentemente acquistati, ma rientrerebbero anche nelle circostanze eccezionali non imputabili alle compagnie aeree, facendo così venire meno il diritto dei passeggeri al risarcimento fino a 600 euro previsto dalla normativa comunitaria in caso di cancellazione dei volo - ricorda Kathrin Cois, Direttore Generale di RimborsoAlVolo - In base al Regolamento CE n. 261/04, inoltre, l'indennizzo non è previsto se il passeggero viene informato della cancellazione con almeno due settimane di preavviso».
Già in vigore le prime restrizioni
Nel frattempo, l’incertezza derivata dal conflitto si è già trasmessa ad alcune aziende che si occupano di rifornimento aereo. Sono scattate le prime restrizioni in 4 aeroporti italiani a causa della crisi dei carburanti. Gli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia fino al 9 aprile saranno soggette a restrizioni di rifornimento, con eccezione per le ambulanze e voli di stato di durata superiore alle 3 ore. Lo comunica il fornitore di settore Air Bp Italia, nel bollettino aeronautico rivolto alle compagnie aeree. Restrizioni analoghe sono scattate anche all’aeroporto di Brindisi.
Cosa copre l’assicurazione
«Stipulare una assicurazione sui viaggi può arrivare a costare fino all'8% dell'intera vacanza, a seconda della tipologia della polizza prescelta, della durata del soggiorno e della destinazione prescelta. Ma tali prodotti, tuttavia, non coprono tutti i rischi legati alle partenze». Lo afferma il Codacons, dopo le notizie su possibili tagli ai voli come conseguenze delle carenze nei rifornimenti di jet-fuel e le relative ripercussioni sulle prossime vacanze estive. «In questo momento è importante evitare allarmismi che possono avere ripercussioni sugli operatori turistici, già messi a dura prova dalla crisi in Medio Oriente, ma al tempo stesso è fondamentale fornire informazioni corrette ai cittadini che si accingono ad organizzare viaggi e vacanze - spiega l'associazione - Stipulare una assicurazione di viaggio può essere di aiuto in questo momento di grande incertezza, ma occorre ricordare che tali polizze hanno un costo, non coprono tutti i rischi e prevedono franchigie, massimali ed esclusioni». «In media tale tipologia di polizza assicurativa, a seconda della durata della vacanza, della destinazione finale, del numero di soggetti assicurati e delle coperture scelte (sanitaria, bagaglio, annullamento, responsabilità civile, ecc.), costa tra il 3% e l'8% dell'intero viaggio: su un pacchetto da 2.500 euro a viaggiatore, ad esempio, il costo medio varia da 75 a 200 euro. I viaggiatori più anziani spesso sono esclusi da tali polizze, o devono sostenere costi più elevati per la loro sottoscrizione», sottolinea il Codacons, specificando che «l'assicurazione rimborsa le spese sostenute per acquisto di voli, strutture ricettive, penali di agenzie di viaggio o tour operator, e servizi turistici già pagati, ma stabilisce franchigie a carico dei contraenti e massimali. Tali polizze, inoltre, prevedono una serie di esclusioni e limitazioni: la paura di viaggiare, il timore di imprevisti per le nuove condizioni geopolitiche o semplicemente un cambiamento di idea, non sono condizioni che giustificano il rimborso delle spese sostenute per biglietti aerei, hotel o pacchetti vacanza. I motivi di rinuncia al viaggio devono essere validi e documentati, così come previsto dalle condizioni di contratto delle varie compagnie assicuratrici».