Pasquetta tra fede, gite fuori porta, pic-nic e il caso di un’insolita “nutria in padella” spuntato con un sindaco del Cremonese
Pasquetta con menù celebrativo alternativo in quel del Cremonese e, per il resto, si rinnova il copione di tavola e gite fuori porta tanto caro ad almeno 21 milioni di italiani. Del resto è arcinoto a tutti che il Lunedì dell’Angelo rappresenta per noi figli del Bel Paese il simbolo della libertà ritrovata e del contatto con la natura. Quest’anno, però, oltre alle classiche grigliate e ai picnic nei parchi, la cronaca riporta una notizia decisamente fuori dal comune proveniente da un comune alle porte di Cremona che aggiunge un “sapore” inedito alla tradizione culinaria pasquale (e che non mancherà di suscitare qualche perplessità, non solo gastronomica)…
Il caso di Cremona: a Pasquetta la nutria finisce in griglia
Sì, perché a Gerre de’ Caprioli, il sindaco Michel Marchi – primo cittadino del piccolo comune, confermato nel 2024, storicamente inquadrato nell’area del centrosinistra che, sebbene guidi la lista civica “Insieme Cambiamo Gerre”, è riconosciuto come esponente del centrosinistra/Pd locale, distinguendosi talvolta con posizioni critiche interne al suo stesso schieramento – ha lanciato una proposta provocatoria ma concreta. Una ricetta, per l’esattezza, per contrastare l’espansione della specie infestante: consumare carne di nutria. Durante il pranzo di Pasquetta, alcuni cittadini hanno sperimentato piatti a base di questo roditore, preparato “in umido” o alla brace.
Secondo la Confraternita della Nutria, la carne – definita magrissima (solo l’1% di grassi) e molto tenera – richiede una marinatura di una notte con limone ed erbe. Per poi essere cucinata in modo simile al coniglio, sfumandola però con la birra anziché con il vino. Un’iniziativa che nelle intenzioni punta a unire la gestione ambientale alla sperimentazione gastronomica, ma che farà storcere il naso a più di qualcuno…
Pasquetta con nutria o senza, i numeri della festa: 21 milioni di italiani all’aperto
Detto ciò, e al netto di sperimentazioni gastronomiche e riflessioni ambientaliste, nonostante le stravaganze locali, il cuore della Pasquetta resta la convivialità collettiva. Secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixè, oltre 21 milioni di italiani (il 43% della popolazione) hanno scelto di trascorrere questa giornata all’aperto. Favoriti dal ritorno del bel tempo e dalle temperature primaverili, i cittadini hanno affollato spiagge. Laghi. E città d’arte.
Il pic-nic si conferma il rituale preferito dagli italiani. Ma anche le città d’arte…
Il picnic si conferma il rituale sovrano: molti scelgono di riutilizzare gli avanzi del sontuoso pranzo pasquale, trasformando salumi, formaggi e uova sode, in colazioni al sacco. Grande successo anche per gli agriturismi, che registrano il tutto esaurito grazie alla domanda di menu a km zero e spazi attrezzati per camper e tende. Il tutto premiando un turismo sostenibile e autentico.
Le origini: perché festeggiamo oggi?
Ma, al di là di riti prosaici e celebrazioni bucoliche, qual è il significato profondo di questa giornata? Il nome ufficiale è Lunedì dell’Angelo. La tradizione cristiana ricorda l’incontro delle donne giunte al sepolcro di Gesù con l’angelo, che annunciò loro la Resurrezione. Anche la celebre “gita fuori porta”, peraltro, affonda le radici nelle Scritture: rievoca il cammino dei discepoli verso Emmaus, un villaggio poco distante da Gerusalemme, dove Gesù risorto apparve loro durante il tragitto. Quello spostamento simbolico oltre le mura cittadine è diventato, nei secoli, l’usanza laica di evadere dal caos urbano per cercare parenti, amici o semplicemente un prato verde.
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