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Carenza di carburante per i voli europei, quali sono i rischi? Tutti i possibili scenari

I primi razionamenti di carburante in quattro aeroporti italiani hanno sollevato la questione di una crisi dei rifornimenti per il traffico aereo. Prezzi dei voli che schizzano, rotte cancellate, vacanze o viaggi di lavoro a rischio, tutte ipotesi che gli italiani hanno tirato in ballo per cercare di rispondere a una sola domanda: cosa può succedere adesso? Interpellando diversi esperti e funzionari europei, il Corriere ha previsto quattro scenari possibili in ordine di gravità.

Intanto una premessa: la situazione attuale non giustifica alcun tipo di allarmismo, dato che le riserve sono ancora ampiamente sufficienti a soddisfare la richiesta delle compagnie aeree, al massimo possono verificarsi delle sporadiche riduzioni di disponibilità in alcuni scali o aree, ma niente che non possa essere al momento gestito. Il problema è che, senza un accordo tra Iran, Usa e Israele sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ignorarne le possibili conseguenze potrebbe davvero esporre il traffico aereo internazionale a tagli più corposi con l’andare del tempo. Nello scenario peggiore, ossia quello che le forniture di greggio crollino del 100%, i voli sarebbero garantiti fino a settembre-ottobre.

Prima di arrivare a una situazione del genere verrebbero comunque presi dei provvedimenti che imporrebbero delle limitazioni ai voli basate sulla necessità sociale del trasporto stesso, dando priorità alla salvaguardia delle forniture e dei servizi essenziali, come le rotte verso le isole, i voli medici e umanitari, i cargo farmaceutici e alimentari e almeno una frequenza giornaliera su ogni rotta intercontinentale considerata strategica. “Il problema più grande non è tecnico, è chi decide – spiegano però gli esperti al Corriere – Oggi nessun regolatore europeo ha il mandato completo per gestire un’emergenza carburante nel trasporto aereo”.

Prima di arrivare a soluzioni estreme che imporrebbero la riduzione massiccia del traffico aereo, però, scatterebbero provvedimenti più leggeri. Come quelli previsti dal primo scenario ipotizzato, ossia quello che si concretizzerebbe nel caso di una riduzione del 10-20% del carburante per aerei in Europa. Una situazione del genere obbligherebbe la Commissione Ue semplicemente a intervenire sugli sprechi strutturali del sistema, come ad esempio la clausola del use it or lose it che obbliga le compagnie a garantire quote di almeno l’80% dei voli su determinati slot per non perderli, preferendo così volare anche con aerei vuoti. Togliere questa clausola temporaneamente porterebbe a un risparmio di circa il 5-8% del carburante totale. In aggiunta, si assisterebbe all’ottimizzazione delle rotte che diventerebbero più dirette, con meno attese e a quote che limitino lo spreco di jet fuel, con un risparmio previsto del 3-5%.

Misure più impattanti sono previste invece dal secondo scenario, quello che scatterebbe nel caso di una riduzione del 25-40% del carburante per aerei in Ue. A questo punto potrebbe essere preso in considerazione il razionamento del cherosene da suddividere tra le diverse compagnie in base all’attività dell’anno precedente. E inizierebbero a essere bloccati i voli per le tratte più corte, quelle rimpiazzabili con mezzi di trasporto alternativi.

Molto più critico il terzo scenario, con una riduzione del 50% del jet fuel, una situazione mai avvenuta in Europa in periodo di pace. In questo caso gli esperti parlano di “collasso parziale del sistema” che andrebbe così gestito e mitigato il più possibile. Per farlo si potrebbe stabilire una ripartizione di quote carburante per Stati, suddivisa ipoteticamente con un 40% per la connettività essenziale (isole, rotte in monopolio, un minimo intercontinentale per area), un 30% per i cargo che trasportano beni di prima necessità, un 20% per i viaggi business su rotte ad alta frequenza e un 10% come riserva strategica.

Infine, c’è il quarto scenario, quello peggiore, che potrebbe concretizzarsi nel caso di un calo del 65% di cherosene. Si tratterebbe di una piena emergenza con la redistribuzione del carburante che verrebbe gestita dalla Commissione Ue come unico acquirente di carburante, come avvenuto per i vaccini anti-Covid. Eurocontrol produrrebbe un piano di volo europeo giornaliero con la lista delle rotte approvate, con solo collegamenti intercontinentali minimi, la connettività verso le isole e il cargo vitale. E in base a essi verrebbe redistribuito il carburante.

L'articolo Carenza di carburante per i voli europei, quali sono i rischi? Tutti i possibili scenari proviene da Il Fatto Quotidiano.

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