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Legge anti omosessualità in Senegal, non si può far finta di nulla: va interrotto il gemellaggio Milano-Dakar

“Il caso del presunto omosessuale sorpreso quasi nudo a Yeumbeul ha preso una nuova piega”. Comincia così uno dei tanti articoli che appaiono quotidianamente da qualche settimana in Senegal. E vale la pena di leggere come prosegue.

C. Cissé, un venditore ambulante, ha denunciato i suoi complici agli inquirenti dopo essere scampato per un pelo a un linciaggio. Di fronte agli inquirenti, il presunto omosessuale ha confessato, arrivando persino a rinnegare i suoi principali complici. Questi sei individui sono stati rintracciati dalla polizia di Yeumbeul-Sud, arrestati e posti in custodia cautelare. Gli inquirenti stanno ora cercando di stabilire se si tratti di un’organizzazione criminale con base a Yeumbeul.

Il caso è iniziato con una serie di messaggi osceni ricevuti da M. Ndiaye, un residente di Yeumbeul. Avendo perso i contatti con il suo amico d’infanzia C. Cissé, M. Ndiaye ha ricevuto una sua telefonata. Nonostante gli anni, riconosce facilmente la voce dell’amico, anche se la sua intonazione gli sembra un po’ effeminata. Inizialmente titubante, Ndiaye vede rafforzati i suoi sospetti dalla serie di messaggi osceni inviati da C. Cissé. Tuttavia, cauto, si astiene dal reagire e aspetta che l’amico si riveli. Incoraggiato dal silenzio dell’amico, C. Cissé si fa più intraprendente e propone un incontro privato. Sconvolto, il signor Ndiaye decide di tendergli una trappola e finge di accettare la sua proposta.

I due amici si accordano per incontrarsi domenica sera. Il giorno stabilito, C. Cissé (20 anni), un venditore ambulante, arriva a casa di Ndiaye, che lo accoglie e lo accompagna in camera da letto. Dopo i soliti convenevoli, Ndiaye, affermando di dover sbrigare una faccenda, si allontana di soppiatto. Ha allertato i vicini e, quando questi sono entrati nella stanza, sono rimasti quasi senza fiato nel trovare C. Cissé, seminudo, steso sul letto, con una confezione di preservativi pronti all’uso e una bottiglia di lubrificante. Erano decisi a massacrarlo di botte. L’ omosessuale è stato salvato all’ultimo minuto dalla polizia di Yeumbeul-Sud, prima di essere portato in commissariato e arrestato.

Spero di non aver abusato degli spazi del blog e della pazienza dei lettori, ma a mio parere questo brano morboso e minimalista è piuttosto utile per capire di cosa stiamo parlando. Chi legge questo mio intervento già è informato del fatto che ai primi di marzo il Senegal ha varato (ahimè all’unanimità) una nuova legge severissima contro ”gli atti contro natura” e contro ogni forma di promozione dell’omosessualità. Nella maggior parte degli stati africani sono in vigore leggi anti omosessuali, ma in genere si tratta di leggi almeno un po’ più blande, utilizzate sporadicamente e per casi che vengono poco pubblicizzati. In Senegal invece è in corso una campagna politica giudiziaria mediatica e social molto intensa.

Le persone vengono arrestate o sulla base di ricatti e vendette personali come quella che abbiamo citato, o sulla base di intercettazioni. Siamo arrivati al punto che una videochiamata erotica è stata considerata prova sufficiente di “atto contro natura”. Si tratta evidentemente di un’arma di distrazione di massa da altri problemi ma anche di un meccanismo impazzito. Quasi ogni giorno c’è un personaggio mediatico o politico che si deve difendere dalla calunnia di essere omosessuale (un ragazzo che non lo era è stato ucciso da ragazzini omofobi). Il responsabile diritti umani delle Nazioni unite ha chiesto invano al presidente del Senegal di non firmare la legge.

Il governo ha già abbondantemente messo le mani avanti contro le eventuali pressioni internazionali: sarebbero un tentativo colonialista di non rispettare la autodeterminazione delle tradizioni africane. Ma nelle tradizioni africane non c’era questa omofobia. Non è facile intervenire ma non è neanche possibile continuare a tacere. Abbiamo tanti rapporti col Senegal. Cominciamo da uno dei più simbolicamente evidenti: il gemellaggio tra Milano e Dakar. Va interrotto. Da questa proposta può partire una discussione franca che magari non salverà nell’immediato gli omosessuali senegalesi dalla terribile situazione che stanno vivendo, ma porrà le premesse per un chiarimento mondiale sempre più indispensabile.

L'articolo Legge anti omosessualità in Senegal, non si può far finta di nulla: va interrotto il gemellaggio Milano-Dakar proviene da Il Fatto Quotidiano.

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