Kei Nishikori dice basta: il tennista giapponese ha annunciato dove disputerà il suo ultimo torneo
Il momento che sembrava rinviato all’infinito è infine arrivato: Kei Nishikori ha deciso di dire basta. Dopo anni trascorsi a inseguire un ritorno stabile ai vertici, il tennista giapponese ha scelto di chiudere la propria carriera là dove tutto era cominciato, in Florida, nel contesto dell’ATP Challenger di Sarasota, ultimo capitolo di un percorso tanto brillante quanto tormentato dagli infortuni.
Non è una scelta casuale. Il torneo, in programma all’IMG Academy di Bradenton, rappresenta un luogo simbolico per Nishikori, che proprio lì si trasferì da giovanissimo per costruire il suo futuro nel tennis professionistico. Tornare a Sarasota, dove nel 2010 conquistò uno dei primi titoli significativi della sua carriera, significa chiudere un cerchio con una coerenza quasi narrativa.
A 36 anni, l’ex numero 4 del mondo lascia dopo un lungo periodo segnato da problemi fisici — polso, anca, gomito — che ne hanno limitato continuità e ambizioni. Eppure, anche nei momenti più difficili, il nipponico ha continuato a inseguire il campo, tornando a competere nel circuito Challenger e vincendo, tra le altre cose, il torneo di Helsinki nel 2024. Una resistenza sportiva che racconta molto del suo carattere, prima ancora che del suo talento.
Il bilancio della sua carriera resta comunque di primo piano nella storia del tennis contemporaneo. Nishikori è stato il primo giocatore asiatico dell’era Open a raggiungere la finale di uno Slam, agli US Open 2014, dove dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale si arrese a Marin Čilić. Un risultato che lo proiettò tra i protagonisti assoluti del circuito e che contribuì a ridefinire la geografia del tennis maschile.
A quel picco si aggiungono la medaglia di bronzo conquistata ai Giochi Olimpici di Rio 2016 — ottenuta battendo Rafael Nadal nella finale per il terzo posto — e quattro partecipazioni alle ATP Finals, con due semifinali raggiunte nel 2014 e nel 2016. Traguardi che certificano la sua presenza stabile nell’élite per diversi anni.
Giocatore rapido, dotato di uno dei rovesci bimane più efficaci del circuito, Nishikori ha incarnato una figura pionieristica per il tennis asiatico, contribuendo a ispirare un’intera generazione. La sua carriera, tuttavia, resta segnata da una fragilità fisica che ne ha probabilmente limitato un potenziale ancora più ampio.