Ricavare un film del sogno, via alla ricerca d’avanguardia
PAVIA.Quante volte capita di svegliarci e non ricordare nulla quello che abbiamo sognato, o magari solo qualche frammento? La sfida, suggestiva, del progetto di ricerca DreamCode guidato da Luca Rinaldi, del Dipartimento di Scienze del sistema nervoso e del comportamento dell’Università di Pavia, consiste proprio nel tentativo di interpretare e “tradurre” l’attività neurale notturna fino a estrarre un vero e proprio film del sogno.
DreamCode si è aggiudicato un importante finanziamento (150mila euro) tramite il bando Proof of concept dell’European research council (Erc), che premia progetti ad alto potenziale di innovazione e in grado di sviluppare un'applicazione pratica, commerciale o sociale, ed è correlato a un precedente finanziamento ben più cospicuo (1,5 milioni di euro) ottenuto da Rinaldi per un altro progetto, “OutOfSpace”: uno studio sulla memoria umana e sui meccanismi neurocognitivi che stanno alla base delle mappe mentali. «DreamCode sfrutta i risultati di OutOfSpace, l'obiettivo è coniugare una ricerca di frontiera con lo sviluppo di tecnologie a potenziale impatto applicativo», spiega Rinaldi, che insegna scienze cognitive e psicologia generale.
Ma come si procederà, in concreto, per cercare di ottenere un film del sogno? «Il protocollo prevede di fare dormire i partecipanti – individui adulti neurologicamente sani – in un ambiente controllato, come un laboratorio di ricerca. I partecipanti saranno monitorati tramite elettroencefalografia, che consentirà di registrare l’attività elettrica del cervello durante il sonno. I partecipanti saranno risvegliati secondo protocolli scientifici - dopo una determinata fase, tipicamente associata alla fase onirica - chiedendo loro un resoconto verbale dettagliato di quello che hanno sognato. A partire da questi dati l’obiettivo sarà mettere in relazione l’attività neurale immediatamente precedente al risveglio con il sogno riportato, per decodificare, almeno in parte, il contenuto onirico a partire dal segnale neurale. Verranno utilizzati modelli computazionali e approcci di Intelligenza artificiale, in grado di ricavare dal tracciato neurale dei contenuti visivi e uditivi plausibili. In particolare, verranno utilizzati modelli addestrati su grandi dataset di immagini e suoni, con l’obiettivo di generare rappresentazioni visive e uditive coerenti con i contenuti riportati nei sogni. L’eventuale convergenza con il resoconto onirico costituirebbe una prova di principio della possibilità di decodificare il contenuto del sogno dall’attività neurale».
L’applicazione pratica più immediata di un progetto del genere, che avrà la durata di due anni, è nel campo della psicoterapia (dove i sogni sono stati storicamente considerati rilevanti in alcuni approcci), ma anche della clinica, su patologie come la schizofrenia.
«Un terzo della nostra vita è dedicato al sonno, ma spesso non abbiamo un accesso cosciente ai contenuti dell'attività onirica. Non sappiamo se il sogno simuli la percezione visiva o piuttosto l’immaginazione, coinvolgendo sistemi cerebrali in parte diversi rispetto alla visione reale», aggiunge Rinaldi – sulla possibilità di decodificare questa attività «esistono già studi in letteratura, un lavoro importante di una decina di anni fa e tentativi più recenti in ambito ingegneristico, con risultati molto promettenti».
Quali risultati aspettarsi da DreamCode? «All’inizio il grado di accuratezza sarà presumibilmente basso. Ma dimostrare una capacità di predizione sistematicamente superiore al caso rappresenterebbe già un risultato significativo».