F1, Ferrari pianifica il piano di sviluppo per Miami e ‘spera’ nell’ADUO
L’avvicinamento al Gran Premio di Miami si inserisce in una fase anomala del calendario, con una pausa che ha concesso ai team – e in particolare alla Scuderia Ferrari – il tempo per analizzare a fondo quanto emerso nei primi appuntamenti stagionali. A Maranello, il bilancio sulla SF-26 è chiaro: una monoposto solida sul piano aerodinamico, capace di generare carico in modo efficace, ma penalizzata da un gap prestazionale evidente sul fronte della power unit rispetto alla Mercedes.
Secondo le stime circolate nel paddock, il deficit si aggira attorno ai 20 cavalli, una differenza che si traduce in un limite concreto sia sul giro secco sia, soprattutto, nella gestione gara. In questo contesto si inserisce il tema chiave dell’ADUO, destinato a diventare uno snodo cruciale nello sviluppo della stagione.
Di cosa si tratta? L’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) è un meccanismo regolamentare pensato per evitare che il congelamento delle power unit cristallizzi troppo le gerarchie. Non si tratta di un Balance of Performance in senso classico, ma di una finestra tecnica concessa ai motoristi in ritardo per recuperare competitività.
La FIA monitora infatti le prestazioni dei motori – in particolare la potenza dell’ICE – nelle prime sei gare della stagione. Se emergono squilibri significativi, i costruttori più indietro possono intervenire con aggiornamenti mirati, altrimenti vietati dal regime di congelamento.
Il nodo attuale riguarda proprio la tempistica: le cancellazioni dei GP di Bahrain e Arabia Saudita rischiano di spostare in avanti la finestra di valutazione, ma Ferrari e altri motoristi spingono per mantenere la scadenza iniziale di Miami. Una scelta che non è neutrale: anticipare l’ADUO significherebbe per la Rossa avere subito la possibilità di colmare parte del gap.
Sul piano operativo, il lavoro della Ferrari è già entrato nel vivo. Il 22 aprile è previsto uno shakedown a Monza, scelto per le sue caratteristiche estreme in termini di efficienza e gestione dell’energia, dove Lewis Hamilton e Charles Leclerc si alterneranno al volante. Sarà un banco di prova fondamentale per validare il pacchetto di aggiornamenti destinato proprio all’appuntamento in Florida.
Parallelamente, i test Pirelli a Fiorano sugli pneumatici wet 2027 offrono un’ulteriore occasione per raccogliere dati, anche se il focus principale resta sull’integrazione degli upgrade aerodinamici e – soprattutto – sulle prospettive legate alla power unit.
Secondo quanto riportato da The Race, il pacchetto tecnico Ferrari è stato concepito per massimizzare l’efficienza complessiva della vettura, ma resta intrinsecamente vincolato al livello di potenza disponibile: da qui l’importanza strategica dell’ADUO come leva per sbloccare il potenziale della SF-26. In questo scenario si inseriscono anche le valutazioni di Kimi Antonelli, che a Sky Sport ha riconosciuto apertamente il possibile impatto dell’ADUO:
“So che ci saranno dei cambiamenti grossi: anche l’Aduo che è stato concesso alla Ferrari per esempio che gli consentirà di sviluppare il motore… Sicuramente si avvicineranno moltissimo, perché comunque la loro macchina va forte e quindi se riescono anche a migliorare il motore si avvicineranno ulteriormente“, le parole di Kimi.
Antonelli sottolinea un punto chiave: la base tecnica della Ferrari è già competitiva. Il limite non è strutturale, ma prestazionale. Ed è proprio questo che rende l’eventuale intervento sull’unità motrice potenzialmente decisivo. Allo stesso tempo, il pilota italiano mantiene un approccio pragmatico, evidenziando come anche la concorrenza sia pronta a reagire con aggiornamenti significativi.