Interrogazione di FdI sui conti del Fatto Quotidiano: l’inchiesta sul “Cremlino gate” diventa un caso politico
Diventa un caso politico l’inchiesta “Cremlino gate” di Pulp Podcast sulle presunte influenze della «propaganda russa in Italia» che, secondo quanto riportato, potrebbe coinvolgere anche il Fatto Quotidiano. Fratelli d’Italia ha annunciato un’interrogazione ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Alberto Barachini e la richiesta di un’audizione in Commissione dei vertici della società editoriale del Fatto Quotidiano. Carlo Calenda ha chiesto chiarimenti a Marco Travaglio e Alessandro Di Battista.
L’inchiesta di Pulp Podcast sul “Cremlino gate”
Un’anticipazione dell’inchiesta, firmata da Ivan Grieco, è stata rilanciata sui canali del podcast di Fedez e Mr Marra. Presenta l’intervista di una donna che viene indicata come «una collega del Fatto». La donna, che non si vede e la cui voce è camuffata, riferisce quella che in coda al video viene descritta come una «vera e propria situazione di mobbing», legata al fatto di non essere allineata sul racconto della guerra in Ucraina. In un altro video Grieco intervista Aldo Torchiaro, giornalista del Riformista, a sua volta autore di un’inchiesta su un finanziamento da un milione alla Saif, la società editrice del Fatto Quotidiano, che sarebbe arrivato, spiega, da un Paese fuori dall’Ue.
I dubbi sul milione da un Paese extra Ue alla società editrice del Fatto
Torchiaro nel video dice di aver chiesto spiegazioni, ma di aver ottenuto in risposta solo minacce di querele. «È una nemesi, no? Il Fatto che promuove tante inchieste poi quando gli si muove un’inchiesta contro si scandalizza e ti ferma con gli avvocati», sottolinea il giornalista, commentando con un «alla faccia della libera informazione». «A quanto pare – aggiunge poi – il milione proverrebbe dalla Warner Media Londra per i diritti di Loft produzioni. Ma a quanto pare… perché sul bilancio questa chiarezza, questa trasparenza non la si trova». Nel video si vede anche Grieco chiedere conto a Travaglio della vicenda, ricevendo una risposta liquidatoria: «Da Putin, vengono da Putin». Al momento non risultano altre repliche pubbliche.
Il sospetto di un caso di «disinformazione russa in Europa»
«L’inchiesta “Cremlino gate” delineerebbe un quadro preoccupante sulla strategia di disinformazione russa in Europa, che ha già colpito con operazioni certificate nazioni come Moldova, Romania, Paesi Baltici e Nord Europa e da cui il ministro Crosetto ha già messo in guardia con un recente non-paper specifico», hanno sottolineato in una nota Federico Mollicone, presidente della Commissione editoria della Camera, e Alessandro Amorese, capogruppo di FdI nella stessa Commissione. «In questo contesto – hanno aggiunto – risulterebbero inquietanti le indiscrezioni riguardanti i bilanci del Fatto Quotidiano in merito a circa un milione di euro di ricavi “extra-Ue” la cui origine, secondo quanto riferito da fonti anonime, non apparirebbe chiara».
FdI annuncia un’interrogazione
«Se confermata, la presenza di flussi finanziari di tale portata provenienti da aree esterne all’Unione verso una testata nazionale richiederebbe un’immediata operazione di verità. La libertà di stampa non può essere utilizzata come scudo per presunte operazioni di influenza straniera volte a destabilizzare il dibattito pubblico», hanno aggiunto i due deputati, chiarendo che «per questi motivi, presenteremo un’interrogazione parlamentare ai sottosegretari Mantovano e Barachini affinché si faccia piena luce su queste ombre, a tutela della sovranità informativa e della sicurezza nazionale, e chiameremo in audizione i vertici della società editoriale del Fatto Quotidiano al fine di chiarire l’esatta provenienza dei fondi esteri ricevuti».
Le tre domande di Calenda a Travaglio e Di Battista
Carlo Calenda ha poi sottolineato che «ci sono tre punti fondamentali che vanno chiariti e che emergono dall’inchiesta di Pulp Podcast fatta da Ivan Grieco: 1) Un/una giornalista de Il Fatto – invitata in Ucraina – conferma che non le è stato possibile scrivere ciò che voleva sul conflitto in Donbass e che è stata oggetto di censura e mobbing; 2) Di Battista non ha mai risposto alla mia domanda su soldi eventualmente ricevuti dai russi personalmente; 3) Un’autorevole fonte riservata invita a verificare anche l’associazione di Di Battista (alert spoiler parte 2 in onda domani)». «Di queste cose Travaglio e Di Battista, paladini della trasparenza e della legalità (altrui), devono rendere conto non solo nella veste di “giornalisti” ma anche in quella di opinionisti fissi a La7».
Il leader di Azione chiama in causa anche La7
«Sono certo – ha concluso Calenda – che anche Andrea Salerno (direttore di La7, ndr) vorrà chiedere gentilmente lumi per garantire il suo pubblico e non rischiare eventualmente di far infiltrare la sua rete da propaganda russa e di inquinare il dibattito pubblico. Siamo certi che Travaglio e Di Battista daranno tutte le informazioni utili ad una piena trasparenza».
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