U2: “Che la religione sia diventata una ragione per andare in guerra ci sembra assurdo. Ci sono tante cose di cui aver paura, come l’emergenza climatica”
Proprio come un uovo di Pasqua è arrivato a sorpresa l’Ep con sei brani inediti degli U2 dal titolo: “U2 – Easter Lily”. È la seconda raccolta dopo “Days of Ash”, pubblicato il mese scorso. Nel frattempo la band sta lavorando al prossimo progetto discografico più corposo.
“In un giorno come questo, un giorno come questo qualcosa dentro di me è morto. Ma non avevo più paura”. Morte e resurrezione, speranza e perdita, ritrovarsi. È uno dei versi di uno dei brani contenuti nell’Ep “Easter Parade”. “Coesistere è l’idea al centro di questo testo. – ha spiegato The Edge nella rivista online Propaganda – Che la religione sia diventata una ragione per andare in guerra ci sembra assurdo. È facile cadere nella disperazione: ci sono così tante cose di cui aver paura, non ultimo il fatto che, mentre soccombiamo alla guerra, non stiamo facendo abbastanza per combattere minacce veramente esistenziali come l’emergenza climatica. Riuscite a immaginare gli U2 che scrivono una canzone su questo argomento? Non lo escluderei, ma vorremmo essere in grado di dire qualcosa di utile, non solo di aggiungere qualcosa alla tradizione cristiana, tutto è avvolto nella Pasqua, nel mistero della morte e della resurrezione. Punto“.
E ancora: “Per quanto siamo affamati di qualcosa a cui aggrapparci in questi tempi difficili. Non scriviamo canzoni che si sottraggono alla testimonianza di un mondo nel suo trauma, nella sua rabbia. Credete ancora che le tre fedi abramitiche, ebraismo, islam e cristianesimo, possano coesistere? Nel dolore e in queste canzoni più spirituali testimoniamo la fonte della forza che abbiamo trovato per camminare in questo mondo. Coesistere potrebbe sembrare un’idea ridicola in questo momento. Il fatto che lo sia la rende ancora più avvincente e vitale. Come si dice, la notte è più buia appena prima“.
Bono ha aggiunto: “Siamo in studio, ancora impegnati a realizzare un album rumoroso, caotico e ‘irragionevolmente colorato’ da suonare dal vivo, che è il vero habitat degli U2. Continuiamo a pensare al rock’n’roll più vivace come ad un atto di resistenza contro tutta questa orribile realtà che vediamo sui nostri piccoli schermi. Questi sono senza dubbio “anni duri” per molti di noi che guardano al caos che regna là fuori nel mondo”.
“È un periodo in cui la nostra band sta scavando più a fondo nelle nostre vite – ha spiegato – per trovare una serie di canzoni con cui cercare di affrontare il momento… Con Easter Lily ci siamo ritrovati a porci domande molto personali come: le nostre relazioni sono all’altezza di questi tempi difficili? Quanto duramente si lotta per l’amicizia? La nostra fede può sopravvivere alla distorsione di significato che gli algoritmi amano premiare? Tutta la religione è spazzatura e continua a dividerci…? O ci sono risposte da trovare nelle sue crepe? Ci sono cerimonie, rituali, danze che potrebbero mancare nelle nostre vite? Dal rito di Primavera alla Pasqua e alla sua promessa di rinascita e rinnovamento… L’album ‘Easter’ di Patti Smith mi ha dato tanta speranza quando è uscito nel 1978. Non avevo ancora 18 anni. Il titolo è un omaggio a lei”.
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