Andrea Lucchetta si sfoga: “Da dilettante ho vinto un Mondiale, voi professionisti siete la vergogna dello sport italiano”
Ieri, proprio quando Gabriele Gravina stava per dimettersi dal ruolo di presidente della FIGC in seguito alla terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali di calcio, un ex pallavolista azzurro di alto profilo si sfogava sui social in risposta alle discusse dichiarazioni rilasciate dal dimissionario capo della FIGC a proposito delle differenza tra il calcio e gli altri sport nel Bel Paese.
Stiamo parlando di Andrea Lucchetta, uno dei protagonisti della mitica generazione di fenomeni del volley italiano tra la fine degli anni ’80 e l’ultimo decennio del XXI secolo. L’attuale commentatore della Rai, vincitore del Mondiale 1990 in Brasile da MVP del torneo, si è rivolto direttamente a Gravina (che aveva etichettato come dilettantistici tutte le altre discipline sportive al di fuori del calcio) su Threads.
“Caro ex presidente, da dilettante ho perso anni della mia vita prendendo a schiaffi una palla, riuscendo ad evitare feste in famiglia, primi giorni di scuola, matrimoni di amici e distruggendomi le anche. Da dilettante ho vinto un titolo mondiale davanti a 22.000 spettatori e il resto lo trova su Wikipedia. Voi da professionisti e con milioni di euro in tasca siete la vergogna dello sport italiano: cambiate mentalità, cambiate atteggiamento. Sudate, sudate, sudate“, le parole di Lucchetta.
Segnaliamo infine che l’ormai ex presidente della FIGC si è scusato per le dichiarazioni in merito agli sport dilettantistici pronunciate durante la conferenza stampa di Zenica, dimostrandosi “rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai club dilettantistici)“.