Sara Curtis: “Andare in America la scelta migliore per la mia carriera. Migliorata in tanti aspetti, pronta per gli Europei”
Sara Curtis è stata l’ospite dell’ultima puntata di Swim Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La giovane stella del nuoto azzurro si è raccontata a 360° iniziando ovviamente dalla nuova esperienza che sta vivendo a Charlotsville in Virginia. “Sono molto contenta di avere preso questa decisione. A livello di team abbiamo centrato l’obiettivo della stagione, ovvero il sesto titolo consecutivo nel campionato NCAA. Sono felice di avere trovato una squadra speciale che per me è una nuova famiglia. Questo nuovo capitolo della mia vita mi sta aiutando molto sia in ambito sportivo sia personale. Anzi di più su questo aspetto perché sono cresciuta sotto tanti punti di vista”.
La piemontese ha raggiunto anche il titolo di fastest freshman: “Il college americano ha 4 anni, il freshman è chi vive il suo primo anno di college. Nei 50 e 100 stile ho ricevuto l’attestato di fastest dato che ho le migliori 2 prestazioni di sempre”.
La vita del college, ovviamente, ha rivoluzionato i programmi e le giornate della nostra portacolori: “Vedendo altre realtà simili alla nostra posso dire che, quantomeno, siamo meno ‘mattutini’ rispetto ad altre scuole. Noi ci alleniamo di solito a partire dalle ore 06.30 o 07.00. Il mercoledì e il sabato, dato che puntiamo su un lavoro a secco, iniziamo alle ore 06.30, per il resto sempre alle ore 07.00. L’allenamento dura, di solito, un’ora o 1:30, dipende da quale lavoro abbiamo in programma”.
“Dopodiché andiamo a lezione – prosegue Sara Curtis – che, solitamente, si sviluppa tra le ore 10.00 e le 13.45. La struttura del campus è meravigliosa. Ci si sposta da una parte all’altra per le lezioni, per andare in mensa, ce ne sono 4 e si vive la vita universitaria. Nel pomeriggio, se riesco, mi concedo una mezzoretta di riposo, quindi di nuovo palestra o nuoto. Dalle ore 17.30-18.00 circa sono libera e si inizia a studiare. Ogni giorno c’è qualcosa da fare, da studiare o compiti nuovi. In poche parole ci sono diversi impegni da incastrare ma, come dico sempre, poi si va a letto sereni”.
Una esperienza che Sara Curtis analizza in maniera complessiva: “Come ogni cosa della vita ci sono i suoi pro ed i suoi contro. Ma, al momento, per come mi sento e per le persone che mi circondano, penso davvero di avere effettuato la scelta migliore possibile per la mia carriera”.
La velocita classe 2006 entra nel dettaglio: “Perché sono venuta negli Stati Uniti? Mi ero imposta di uscire dalla mia comfort zone. Dovevo allontanarmi un po’ da casa, da mia mamma che cucina per me. Cose che mi mancano, certo, ma avevo necessità di prendere i miei spazi e trovare quel grado di difficoltà che mi serviva per fare un salto di qualità”.
La sua celebrazione dopo il sesto titolo di fila NCAA per la scuola ha fatto il giro del web, con la nostra portacolori esultante sopra una corsia: “È davvero bellissimo fare parte di questa squadra e vincere per la sesta volta consecutiva è stato un motivo di grande orgoglio per noi, conoscendo la storia che le ragazze prima di noi avevano scritto. Tante vittorie che noi abbiamo voluto onorare nel continuo ricordo di chi ci ha preceduto. Siamo felici che la nostra squadra abbia lasciato il segno. Un continuo scambio di emozioni che gira attorno al gruppo. I miei festeggiamenti? Ne avevamo già parlato nel corso della mattinata perché, punti alla mano, sapevamo di avere già vinto. Mi è venuta quella idea e l’ho messa in pratica. Ho avuto la conferma che il nuoto non è uno sport noioso, anzi, e il tifo che abbiamo fatto a bordo vasca, quando non eravamo in gara, è stato splendido”.
Il presente di Sara Curtis è tinto di stelle e strisce ma cosa riserva il futuro? Il ritorno in Italia, per il momento, non sembra dietro l’angolo. “Sicuramente è una cosa alla quale penso e che mi piacerebbe. Ovviamente casa è sempre casa. Tuttavia credo che mi piacerebbe vedere altri ambienti prima di tornare, dopotutto sono ancora abbastanza giovane per provare. Mi piacerebbe andare in Australia, anche per fare il paragone con la realtà degli Stati Uniti, quindi vedere altri posti che mi piacciono. L’Italia? Mi manca, com’è ovvio che sia. Mi manca il nostro cibo, la nostra cultura, ma voglio continuare questa esperienza all’estero per ora”.
A livello di tecnica e vasca, gli aspetti da valutare sono numerosi. “In primo luogo la piscina è in yard e non in metri e mi piace (invece dei canonici 25 metri si parla di 25 yard che equivalgono a 22.86 metri, ndr). Anzi la amo proprio. La chiave per affrontare bene questa vasca? I dettagli. Come sappiamo chi è più efficace in acqua preferisce la vasca lunga, viceversa chi è più forte nelle virate o in subacquea eccelle nella corta. Per come nuoto io preferisco le distanze più brevi, anche per questo mi sono adattata in tempi brevi. Gli allenamenti? Sono diversi. Utilizziamo attrezzi più specifici come calze particolari per aumentare l’attrito a torri per la bracciata. Nel mio caso, poi, io ho sempre avuto troppa fretta nella continuità di bracciata. Mi sta aiutando molto. Sono migliorata in tanti aspetti. Gli allenamenti poi sono emozionanti perchè sei fianco a fianco con atleti pazzeschi e medagliati olimpici”.
A questo punto il mirino della stagione su cosa sarà puntato? “Sicuramente sarà un’annata particolare senza la manifestazione mondiale, ma punterò sugli Europei di Parigi, ai quali penso di arrivare con un’ottima preparazione. Ho molta fiducia dopo gli Europei in vasca corta e dopo la NCAA. L’energia spesa in acqua si vedrà nelle prestazioni. Sono davvero emozionata. Prima, ovviamente, ci saranno gli Assoluti di Riccione in aprile, laddove farò il mio esordio stagione in vasca lunga”.