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Renzo Furlan: “Sinner potrebbe anche vincere più di Alcaraz. Potenziale di Tyra Grant spaventosamente alto”

Renzo Furlan ha cominciato a lavorare con Luca Nardi con l’obiettivo proiettare il giovane tennista pesarese in una nuova dimensione, dopo alcune stagioni difficili in cui non è mai riuscito ad effettuare il definitivo salto di qualità a livello di costanza. L’ex storico coach di Jasmine Paolini ha parlato di questo e di tanto altro ai microfoni di OA Sport, fornendo anche il suo punto di vista sui temi più interessanti legati all’attualità.

Qualcuno sosteneva che Sinner fosse in crisi dopo l’avvio di stagione. Tu hai mai avuto questa percezione?
“Assolutamente mai. Conosco la mentalità di Jannik che è improntata sempre sul miglioramento. Quindi nessun problema. Poi questi ragazzi, pur essendo eccezionali, ogni tanto possono perdere”.

Il fatto che Alcaraz sia avanti piuttosto nettamente su Sinner nei precedenti cosa significa e quanto incide nella loro rivalità?
“Alcaraz sicuramente è stato ancora più precoce di Jannik, che a sua volta è stato molto precoce. Credo che sia una rivalità completamente aperta. Una sfida completamente aperta. Potrebbe anche essere che Jannik in carriera alla fine vinca più di Alcaraz”.

Il duello Sinner-Alcaraz per quanti anni pensi possa durare?
“Al momento non sembrano esserci tanti rivali. Quindi potrebbe durare degli anni. Anche perché ci vuole un determinato tempo perché i nuovi talenti Fonseca, Mensik e Fils diventino competitivi con continuità. Credo che le indicazioni che sembrano dare Alcaraz e Sinner sia che ancora per qualche anno possono dominare la scena”.

Cosa manca a Fonseca per inserirsi? Al momento è l’unica alternativa come terzo incomodo o vedi anche altri papabili?
“Non credo sia l’unica alternativa. Vedo anche come alternativa Musetti. Come ho accennato vedo anche Mensik. Certo che vedo Fonseca. Secondo me è quello che spicca per potenzialità. È altrettanto vero però che a Fonseca manca la continuità. Per trovarla deve fare ancora un po’ di esperienza. Per vedere un Fonseca al top e che gioca con più continuità a livello molto alto, perché lui ha già un livello alto, ma per giocare a livello così alto per diversi mesi consecutivi, io credo che gli manchino ancora uno, due o tre anni. Non sono nessuno per poterlo dire, però ci vuole ancora un pochino”.

La collaborazione con Jasmine Paolini vi ha portato a raggiungere risultati straordinari. Pensi sinceramente che possa ancora tentare di vincere uno Slam nella sua carriera?
“Jasmine ha le potenzialità per vincere uno Slam. Tante cose però si devono incastrare. Due anni fa è andata vicina. Perse 6-4 al terzo in finale a Wimbledon. Ed era andata in finale anche a Parigi. Sicuramente ha la potenzialità per vincere un torneo dello Slam. Come accennato, però, si devono incastrare tante cose. Devi entrare in uno stato di forma particolare, magari in quelle settimane lì. La puoi anche costruire strada facendo durante il torneo. Lei ha comunque la potenzialità per battere tutte le più forti del mondo”.

Lorenzo Musetti è approdato tra i primi 5 al mondo. Cosa gli manca, se non per battere sistematicamente, almeno per sconfiggere ogni tanto Sinner e Alcaraz 3 set su 5?
“Musetti ha come Fonseca e come pochi altri un talento straordinario. Come potenzialità può impensierire Alcaraz e Sinner. Non credo abbia ancora la continuità sufficiente. La metto sempre sulla continuità perché per battere quei due giocatori lì non ti basta fare un match incredibile, devi comunque dare continuità di espressione durante l’anno. Lorenzo secondo me è sulla buonissima strada. Il suo potenziale tecnico-tattico è stratosferico. Lo stava già facendo vedere all’Australian Open quest’anno. Poi è arrivato l’infortunio. Gli manca ancora qualcosina però sicuramente è sulla strada buona. Ha preso un coach di caratura internazionale per farsi dare un ulteriore aiuto. Sicuramente è entrato in quella mentalità indispensabile per poter arrivare a battere questi due giocatori”.

Ti aspetti un ultimo grande exploit in carriera per Matteo Berrettini in uno Slam?
“L’incognita di Matteo Merrettini è sempre il fisico. Lui nel braccio, nella motivazione, nella determinazione e nella qualità di gioco, quando sta bene fisicamente, ha la potenzialità di fare qualcosa di grande. È ancora relativamente giovane. Bisogna solo vedere quella che è sempre stata la sua grande incognita: il fisico. Se questo glielo permetterà. Credo che se riesce ad esprimersi con continuità qualche mese, lui abbia ancora delle cartucce e dei colpi importanti da sparare”.

Cobolli e Darderi: lo specchio di un tennis italiano dalla profondità senza precedenti.
“Parliamo tanto di Alcaraz, Sinner e Musetti. Poi è vero. Non diamo per scontato che Cobolli è tredici del mondo e Darderi è in top 20. Sono altri due giocatori che possono entrare tra i primi 10 del mondo. Tra l’altro Darderi è diventato molto più completo. Gioca meglio anche sulle superfici rapide. Cobolli è già abbastanza completo. Deve limitare qualche prestazione che ogni tanto non è all’altezza del suo potenziale. Sono giocatori che possono andare tra i primi 10. Sono lo specchio dell’Italia che sta andando alla grande. Perché abbiamo quattro giocatori tra i primi 20. Abbiamo Sonego e Berrettini che comunque non sono lontani. Abbiamo Arnaldi che ha un infortunio ed è stato tra i primi 30 un anno e mezzo. Abbiamo Bellucci che è 70 del mondo. Ci sono tanti giocatori buoni. Questo vuol dire che l’Italia sta lavorando veramente bene”.

Tra gli Under20 però si sta muovendo poco: intravedi i ricambi per consolidare questa epoca d’oro nel lungo periodo?
“Nel maschile c’è ricambio. Noi abbiamo ad esempio dei classe 2005, 2006 e 2007 che stanno facendo bene. Tra tutti secondo me spicca Cinà, che è un 2007 fortissimo e che è già tra i primi 200 giocatori del mondo. Quest’anno fa 19 anni. Della sua età c’è Vasamì che ha vinto il Bonfiglio l’anno scorso. Quindi il ricambio c’è e c’è nell’anno successivo e c’è anche nell’anno precedente. Abbiamo dei nomi: Caniato e Bondioli. Ci sono giocatori che saranno lì pronti a fare cose buone. Quindi il ricambio c’è. Lo vedo un po’ più difficoltoso in campo femminile. In questo momento non ci sono tantissimi nomi. Spicca su tutti quello di Tyra Grant. Credo che lì ci siano un po’ più di difficoltà. Anche nel femminile comunque qualcosina faremo perché l’Italia tira sempre fuori qualcosa di buono”.

Come procede la collaborazione con Tyra Grant e quali aspetti ti hanno colpito di lei?
Non collaboro più con Tyra Grant. Avevamo iniziato una collaborazione che poi però non è proseguita. Siamo in ottimi rapporti. Lei è seguita benissimo da Matteo Donati e dal preparatore atletico. Ho fatto un accordo e ho cominciato a seguire Luca Nardi. Per quanto riguarda la Grant posso solo dire che ha un potenziale spaventosamente alto e cosa riuscirà a fare sarà solo bello scoprirlo“.

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