“Quando vi ho condotto nella camera da imbiancare non immaginavo quel che sarebbe avvenuto”
Da un atto unico apocrifo di Vincenzo Rovi. (Giulia e Stefano sono a letto, i capelli arruffati.)
STEFANO: Sono felice. E tu?
GIULIA: Non diamoci del tu. Eviteremo di sbagliarci davanti a mio marito. Continuiamo a darci del voi.
STEFANO: Giusto.
GIULIA: Quando vi ho condotto a vedere la camera da imbiancare non immaginavo quello che sarebbe avvenuto.
STEFANO: Vi credo. Anch’io vi ho seguito senza malizia. Il colpevole è vostro marito.
GIULIA: Mio marito?
STEFANO: Naturale. Il signor Rizzo, che poi sono io, è venuto in casa del signor Carena. Una signora gli ha aperto la porta: la signora Carena.“C’è il signor Carena?” ha chiesto il signor Rizzo.
GIULIA: “Mio marito è appena uscito. Chi lo desidera?” ha detto la signora Carena.
STEFANO: “Sono l’imbianchino. Per il preventivo”.
GIULIA: “Entrate”.
STEFANO: “Grazie, signora”.
In breve, ecco che il signor Rizzo e la signora Carena si mettono a parlare di tinteggiatura e preventivi. Entrano in camera da letto. Il signor Rizzo le mostra un campionario.
GIULIA: “Questa tinta è magnifica!”
STEFANO: E in quel momento erano innocenti come colombe. Ma il signor Rizzo è un giovanotto. Quando vede un letto gli capita anche di non pensare a una donna graziosa. Quando vede una donna graziosa gli capita anche di non pensare a un letto. Ma quando vede nello stesso tempo un letto e una donna graziosa non può fare a meno di pensare alla donna graziosa nel letto. E poi, in fin dei conti, il signor Rizzo non è fatto di legno, e la signora Carena…
GIULIA: (bruscamente) Zitto!
STEFANO: Cosa c’è?
GIULIA: Hanno aperto la porta d’ingresso. Mio marito!
VOCE DI CARENA: Accomodatevi, signor Fanti.
GIULIA: Sono nello studio.
STEFANO: Dove sono i miei pantaloni?
VOCE DI FANTI: Le assicuro che la mia tinta è di prima qualità.
GIULIA: E’ Fanti, l’imbianchino.
STEFANO: La concorrenza!
GIULIA: Se entrano qui, siamo perduti! Che fai? Voglio dire: che fate?
STEFANO: Mi dirigo verso i miei pantaloni. Su, alzatevi anche voi.
GIULIA: Non camminate! Il pavimento scricchiola. (Cominciano a rivestirsi.)
STEFANO: Ci mancava questa seccatura…
GIULIA: Se credete che io mi diverta! STEFANO: Cosa farà vostro marito quando ci sorprenderà?
GIULIA: Non sarà contento.
STEFANO: Sì, ma ci sono molti modi di non essere contento. Ci sono persone che non sono contente a colpi di rivoltella. Cosa fa in questi casi, vostro marito?
GIULIA: Non lo so. È la prima volta che lo tradisco.
STEFANO: Ah, si può proprio contare su di voi!
VOCE DI CARENA: Venitemi incontro e concludiamo.
STEFANO: Sto perdendo l’affare!
GIULIA: Dove andate?
STEFANO: Ad ascoltare.
VOCE DI CARENA: Insomma, siamo o non siamo d’accordo per 500 lire?
STEFANO: 500 lire? Per guadagnarci, con 500 lire dovrà usare della tinta scadente.
VOCE DI FANTI: Lasciatemi riflettere.
STEFANO: Che faina! E io perdo il lavoro. Non posso permetterlo!
GIULIA: Non penserete di uscire?
STEFANO: No, ma…
VOCE DI CARENA: 550 e non parliamone più. Ecco, firmatemi il preventivo.
STEFANO: Sta per firmare! Sta per firmare!
VOCE DI CARENA: Forza, visto che siamo d’accordo.
STEFANO: Sto perdendo i miei soldi!
GIULIA: Ma non pensate che ai soldi!
STEFANO: Ah, cosa ho fatto! Ci sono tante persone che avrei potuto ingannare, e ho scelto proprio lui!
GIULIA: Grazie!
STEFANO: Voi dovevate tradirlo perché siete sua moglie. Ma io? Niente mi obbligava!
GIULIA: Poco fa eravate più cortese.
STEFANO: Naturale. Anche in viaggio sono cortese, ma divento scortese se c’è un incidente. (Indica la porta.) Ed ecco l’incidente! No, non posso permetterlo. (Apre la porta.)
GIULIA: Ah!
STEFANO: (rientra dopo un po’) Se ne sono andati. Cosa c’è?
GIULIA: “Sparite, non voglio più vedervi”, disse sprezzante la signora Carena.
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