F1, chi ha vinto la seconda gara subito dopo la prima? Solo in due ce l’hanno fatta nel XXI secolo, domenica ci proverà Antonelli
Uno dei temi proposti dall’imminente Gran Premio del Giappone di F1 è rappresentato dalla possibilità di Andrea Kimi Antonelli di imporsi anche a Suzuka, facendo seguire il secondo successo della carriera nella gara immediatamente successiva a quella della prima affermazione, conseguita a Shanghai il 15 marzo scorso. La domanda, dunque, sorge spontanea. Chi è stato l’ultimo pilota a realizzare un back-to-back subito dopo la cosiddetta maiden victory?
Non bisogna tornare esageratamente indietro nel tempo. Certo, si va nel decennio scorso, ma il 2019 è un anno tutto sommato recente. Fu Charles Leclerc a riuscire nell’impresa, primeggiando nel GP d’Italia di Monza subito dopo aver rotto il ghiaccio a Spa-Francorchamps, nel precedente Gran Premio del Belgio. Tuttavia, non bisogna commettere l’errore di ritenere banale la capacità di concedere il bis a stretto giro rispetto al successo iniziale.
Leclerc a parte, nel XXI secolo solo un altro pilota è stato in grado di ottenere in sequenza prima e seconda affermazione. Curiosamente, si tratta dell’attuale compagno di squadra del monegasco, ossia Lewis Hamilton. Bisogna pertanto risalire al lontano 2007 per incrociare la dinamica appena esposta. Il quarantunenne britannico, all’epoca ventiduenne, passò per primo sul traguardo di Montreal e di Indianapolis.
Andando a ritroso, quali nomi si scovano? Quello di Mika Hakkinen, ma il suo è un caso particolare, poiché si verificò su due stagioni differenti (il finlandese festeggiò a Jerez de la Frontera, nell’ultima gara del 1997, e a Melbourne nella prima del 1998). Anche Damon Hill fece altrettanto (Ungheria e Belgio 1993), così come seppero fare in precedenza Nigel Mansell (Europa e Sudafrica 1985) e René Arnoux (Brasile e Sudafrica 1980).
Ci si ferma agli anni ’80 nell’andare indietro nel tempo, ma chiaramente si dovrebbe tornare al 1950 se si volesse essere completi. Il concetto, comunque, è già chiaro così. Interessante constatare come fuoriclasse del calibro di Nelson Piquet, Alain Prost, Ayrton Senna, Michael Schumacher, Fernando Alonso, Sebastian Vettel e Max Verstappen, non abbiano avuto modo di replicare subitaneamente. D’altronde, talvolta vincere la seconda gara immediatamente dopo la prima può essere una dinamica figlia delle circostanze. La maiden victory può essere stata ante litteram, visto il talento dei soggetti in questione.
In conclusione, non esiste una regola e, di sicuro, una mancata vittoria di Antonelli a Suzuka non andrebbe a sminuirne il profilo. Viceversa, un bis non sarebbe la garanzia di trovarsi di fronte a un sicuro dominatore. Una vittoria in Giappone andrebbe presa per quello che è, ossia una certificazione della qualità del teenager bolognese, destinato a recitare in un ruolo da protagonista nella F1 del futuro. Quanto grande sarà la sua parte, però, solo l’avvenire potrà dircelo.