Anarchici morti a Roma, i compagni li celebrano con un inno alla «violenza rivoluzionaria»
Proseguono le indagini delle forze dell’ordine sui due anarchici, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti nel crollo di un casolare nel parco degli Acquedotti di Roma mentre cercavano di preparare un ordigno esplosivo. La scorsa notte sono state eseguite cinque perquisizioni dalla Digos della Capitale e oggi al Viminale si è riunito il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa), presieduto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Sul caso si è fatta sentire anche l’area anarchica con un messaggio di ricordo dei due morti, comparso sul sito di Radio Onda d’Urto.
Gli anarchici celebrano i compagni morti nell’esplosione di Roma
«Sandrone e Sara li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo. Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria», si legge nella nota firmata Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina.
L’esaltazione della «violenza rivoluzionaria»
«Di fronte ad un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema», prosegue il delirante comunicato, accompagnato anche dal ricordo di una dichiarazione fatta dalla Ardizzone nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla, che si è chiusa il 15 gennaio 2025 per non luogo a procedere verso 12 imputati, in merito alla pubblicazione della rivista anarchica “Vetriolo”.
Il manifesto ideologico proclamato da Ardizzone
«Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato, dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale», erano state le parole di Ardizzone, che Radio Onda d’Urto ha rilanciato come manifesto ideologico e celebrativo.
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