LE INTERVISTE – Conte blinda il Napoli: “Avanti col doppio play, ma serve più cinismo sotto porta”
Il Napoli marcia spedito e consolida la propria posizione di vertice con una vittoria di carattere contro il Cagliari. Una striscia positiva che regala serenità all’ambiente azzurro proprio a ridosso della sosta, permettendo ad Antonio Conte di tracciare un bilancio estremamente positivo di questi primi sette mesi di gestione, pur non rinunciando al suo proverbiale perfezionismo.
Tra i temi caldi del post-partita, il tecnico ha approfondito l’evoluzione tattica del suo centrocampo e la ritrovata solidità difensiva, senza nascondere un pizzico di rammarico per le occasioni sprecate che avrebbero potuto chiudere i giochi molto prima del fischio finale.
Mister, una vittoria fondamentale per la classifica. Che valore dà a questi tre punti ottenuti in un campo ostico come quello di Cagliari?
«Sapevamo perfettamente quanto fosse importante vincere oggi, specialmente per consolidare la nostra posizione nella lotta Champions. Sono contento di quello che stiamo facendo; quello che questi ragazzi hanno costruito in sette mesi, spesso gestendo emergenze pesanti, è qualcosa di straordinario. Siamo sempre rimasti lì, nelle prime posizioni, e ora che il gruppo è quasi al completo ho finalmente la possibilità di attingere a nuova linfa e qualità anche a partita in corso.»
Nonostante il risultato, si è percepita un po’ di tensione nel finale. C’è qualcosa che non l’ha soddisfatta pienamente nella gestione del match?
«Abbiamo sbagliato troppi passaggi nel primo tempo, è mancata la qualità necessaria per gestire i ritmi. Dobbiamo essere più cinici: sul punteggio di 0-2 avremmo vissuto un finale tranquillo, invece negli ultimi minuti non avevamo la giusta serenità. In Serie A basta una palla lunga o una mischia in area per rischiare di buttare via due punti in un attimo. Su questo dobbiamo migliorare.»
Si è parlato molto del suo “quadrilatero” a centrocampo. McTominay e De Bruyne alle spalle di Hojlund garantiscono una spinta incredibile, ma come cambia l’equilibrio con il doppio play?
«Il concetto del doppio play non è una novità per noi, lo stiamo portando avanti dalla sosta di novembre e continueremo su questa strada perché mi piace. Possono cambiare gli interpreti — che sia Lobotka con Anguissa, con Gilmour o Elmas — ma i movimenti e i principi rimangono identici. È chiaro che se rinunci a giocatori come McTominay o Anguissa nei due di metà campo perdi un po’ di fisicità, ma ne guadagni in palleggio e qualità. L’importante è che l’identità rimanga chiara.»
Oltre alla quarta vittoria consecutiva, oggi è arrivato finalmente il primo “clean sheet”. È questo il segnale definitivo di maturità della sua difesa?
«Sono molto soddisfatto per la porta imbattuta, siamo stati bravi a non concedere tiri nello specchio. Dopo la sconfitta di Bologna siamo rimasti arrabbiati per due settimane e questa reazione mi è piaciuta. Ora ci godiamo questi quindici giorni di sosta prima della sfida con il Milan, ma ribadisco: dobbiamo essere più qualitativi sotto porta. La solidità è importante, ma le partite vanno chiuse quando se ne ha l’occasione.»
Il Napoli di Conte sembra aver trovato la sua quadra definitiva. La capacità di soffrire, unita a una struttura tattica flessibile e al recupero dei lungodegenti, proietta gli azzurri verso il big match contro il Milan con una consapevolezza nuova. Se il tecnico riuscirà a trasmettere quel “cinismo” invocato a gran voce, il sogno scudetto potrebbe smettere di essere un tabù per diventare un obiettivo concreto.
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