Ivrea, quindici anni di scontri tra vicini di casa
IVREA
Una vicenda che si trascina da oltre 15 anni e che continua a segnare profondamente la vita di una coppia residente in via Casale 54, Gesuino Murru e Maria Piccolo. È quanto denunciato dal figlio della coppia, Alessandro Murru, che riporta come al centro del caso vi sia un conflitto di vicinato degenerato nel tempo, tra violenze, denunce, procedimenti giudiziari e ripetuti interventi delle forze dell’ordine, mai riusciti a porre fine alla situazione.
«Ogni volta che intervengono le forze dell'ordine è come se fosse la prima volta, non sanno nulla di quanto accaduto in passato e pensano che si tratti di una lite tra vicini – commenta Alessandro Murru –. Poche sere fa i carabinieri sono intervenuti perché la vicina ha installato un potentissimo faro puntato sulle finestre dei miei genitori».
Tutto avrebbe avuto inizio nel 2011, quando i vicini di casa, dopo aver acquistato l’abitazione confinante, avrebbero avanzato alcune richieste relative agli scarichi fognari. Richieste alle quali Gesuino Murru avrebbe risposto negativamente: da quel momento i rapporti si sarebbero rapidamente deteriorati, trasformandosi in una contrapposizione continua fatta di dispetti, contestazioni e tensioni quotidiane. Tra gli episodi segnalati emergono difficoltà di accesso e parcheggio, ostacoli al passaggio e comportamenti provocatori, fino a un’aggressione particolarmente grave ai danni dell’uomo, colpito con un oggetto contundente all’interno della propria abitazione e costretto a un lungo ricovero ospedaliero a causa delle conseguenze fisiche riportate.
Da allora, le condizioni di salute dell’anziano sarebbero peggiorate, rendendo necessarie cure continue e l’assunzione quotidiana di numerosi farmaci.
«Mio padre da anni è costretto a prendere decine di pastiglie al giorno a causa dei danni fisici e mentali riportati dopo l’aggressione – spiega il figlio –. Sul piano giudiziario, i vicini sono stati condannati per atti persecutori e per l’aggressione, ma nonostante le sentenze non abbiamo mai ricevuto risarcimenti. Ho il timore fortissimo che la situazione possa degenerare ancora. Un’ulteriore denuncia appare inutile: dopo aver speso quasi cinquantamila euro tra avvocati e cure mediche, siamo sempre allo stesso punto e i vicini, già noti alle forze dell’ordine, continuano a rovinare la vita dei miei genitori».
La famiglia segnala inoltre una serie di comportamenti elusivi da parte dei vicini, che renderebbero complessa anche l’esecuzione delle decisioni giudiziarie, tra presunti cambi di residenza, irreperibilità e situazioni amministrative irregolari, elementi che contribuirebbero a rafforzare la percezione di una sostanziale impunità.
Nel frattempo, il peso della vicenda si riflette sulla vita quotidiana dei due coniugi, tra timori per la propria sicurezza, condizioni di salute compromesse e un clima di costante tensione.lorenzo zaccagnini