Molestie a una 14enne, pensionato a processo
VOGHERA. Un pomeriggio al parchetto a guardare foto "hot" sullo smartphone e un presunto tentativo di approccio sessuale: sono questi i binari su cui si muove il processo aperto ieri a Pavia a carico di un 80enne, rinviato a giudizio per violenza sessuale nei confronti di una ragazzina che all'epoca dei fatti aveva 14 anni. I fatti contestati sono accaduti in un piccolo centro nei dintorni di Voghera, omettiamo il nome dell’imputato a tutela della vittima. Il dibattimento è iniziato davanti al collegio presieduto dal magistrato Fabio Lambertucci, con a latere i giudici togati Valentina Nevoso e Gaetano Alemanna. La vicenda, che risale alla fine dell’estate di due anni fa, è stata ricostruita ieri in aula attraverso le prime testimonianze dell'accusa.
Il caso arriva in tribunale
Secondo quanto emerso, l'imputato si sarebbe trovato in compagnia della minore e di un suo amico coetaneo; il gruppo stava osservando contenuti espliciti memorizzati sui telefoni dei ragazzi quando l’uomo avrebbe tentato un approccio fisico con la giovane. La denuncia, tuttavia, non è stata immediata: la vittima ha riferito i fatti solo diversi mesi dopo l'episodio, dando il via agli accertamenti degli inquirenti. Ieri hanno iniziato a sfilare in aula i testimoni. Hanno deposto i carabinieri che hanno raccolto la querela e condotto le indagini preliminari, fornendo i dettagli tecnici sui tempi e le modalità del racconto della giovane.
Poi ha riferito sui fatti anche l’amico della vittima, oggi sedicenne, che era presente al parchetto nel momento del presunto reato.
A completare il quadro dell’accusa è intervenuta un’operatrice del centro antiviolenza di Pavia. La versione della 14enne non è stata raccolta ieri: la sua testimonianza era infatti già stata acquisita in precedenza attraverso lo strumento dell’incidente probatorio.
Questa procedura ha permesso di "cristallizzare" la prova in una fase protetta, garantendo la validità del racconto senza esporre la minore al dibattimento pubblico. Sul fronte della difesa, l’avvocato Luca Angeleri ha chiamato a testimoniare la titolare del bar del paese. La deposizione della donna è servita ai legali dell'imputato per delineare il contesto sociale e la quotidianità dei protagonisti: secondo quanto riferito, sia l'ottantenne che la giovane continuerebbero a frequentare abitualmente lo stesso esercizio pubblico. Il procedimento è stato aggiornato alle prossime settimane per proseguire l’istruttoria e consentire al collegio giudicante di valutare la consistenza delle accuse in vista della sentenza.