Meloni replica a Schlein sull’Iran: “Io insultata. Il mio appello al dialogo è sincero”. La leader Pd: “Fa tutto da sola”
“Se non vi è disponibilità da parte dell’opposizione a un coordinamento sulla crisi lo rispetto, ma non se ne dia la responsabilità a me”. Il giorno dopo le comunicazioni in Parlamento la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene con una nota per replicare direttamente alla segretaria del Pd Elly Schlein ma anche agli altri esponenti delle opposizioni. Al centro c’è quella sua proposta, avanzata ieri, di un tavolo a Palazzo Chigi sulla crisi in Iran. Un appello all’unità al quale i partiti del fronte progressista non credo: ricordano “la farsa” degli incontri sul salario minimo e evidenziano in cambio di registro della premier alla Camera, dove non ha rinunciato a duri attacchi contro “lo strabismo” del Pd e le “mascherine” del M5s. Un atteggiamento di “finta apertura”, hanno subito messo in evidenza le opposizioni: “L’appello all’unità di Meloni è durato molto poco, giusto un paio d’ore, ed è arrivato 12 giorni in ritardo. Noi ci siamo, in qualsiasi momento il mio numero ce l’ha. Saremmo disponibili”, ha ribadito Schlein che aveva chiesto alla premier di “posare la clava”.
Meloni invece rilancia, lamentando di essere stata insultata ieri in Parlamento. “Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico, a fronte del quale l’opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino insulti personali“. “Serva, ridicola, imbarazzante, pericolo per l’umanità, persona che striscia per non inciampare e molti altri”, elenca Meloni citando parole utilizzate da diversi parlamentari delle opposizioni che, in realtà, si riferivano principalmente all’atteggiamento del governo italiano nei confronti di Donald Trump. “Questi sono stati i toni utilizzati da esponenti dell’opposizione, che mi sembrano ben lontani da un clima di confronto costruttivo“, insiste Meloni. La premier poi ricorda come “altri, invece, sempre nell’opposizione, hanno cominciato ad accampare condizioni surreali per sedersi al tavolo, chiarendo come non vi fosse alcuna disponibilità ad avviare questo confronto. I toni che io ho utilizzato nella replica, invece, sono rimasti rispettosi“, afferma. “Mi sono limitata – continua Meloni – a chiedere all’opposizione conto della differenza tra le posizioni che chiedono di assumere a noi, oggi, e quelle che assumevano quando non erano all’opposizione. Nessuna clava, nessuna mancanza di rispetto, nessun insulto”, conclude la presidente del Consiglio.
La replica di Schlein arriva a stretto giro. “Meloni fa tutto da sola, ieri il nostro capogruppo Boccia, rispondendogli in Aula ha detto: noi ci siamo, come ci siamo sempre stati. Ricordo che a giugno, quando ci fu il primo attacco, fui io a chiamare la Presidente del Consiglio, quindi noi ci siamo. Il punto è che prima di tutto deve posare la clava”, ribadisce la segretaria del Pd, ospite di SkyTg24 nel programma Start, commentando in tempo reale il nuovo appello arrivato da Palazzo Chigi. “Agli italiani non interessa questo e non meritano questo spettacolo, ma di vedere una presidente del Consiglio che invece che venire in Aula ad attaccare le opposizioni o continuare a questionare, faccia il suo dovere e in questo senso riesca a dire alcune parole chiare”, aggiunge. “Ma come possiamo noi votare un testo in cui non si chiede a Trump e Netanyahu di fermarsi?”, conclude Schlein.
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