Salgono ancora i prezzi dei carburanti, Urso: “Contrastiamo la speculazione”. I consumatori: “Solo aria fritta”
Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con benzina e gasolio sui massimi da mesi mentre il governo accende i riflettori su possibili rincari anomali e potrebbe intervenire sulle accise attivando già mercoledì la cosiddetta accisa mobile. Il che però ridurrebbe il costo finale per gli automobilisti di pochi centesimi al litro. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, la benzina è al livello più alto da quasi un anno mentre il gasolio è ai massimi da oltre tre anni e mezzo. Le medie dei prezzi vedono la benzina self service a 1,782 euro al litro e il diesel a 1,965 euro, con aumenti rispettivamente di 38 e 98 millesimi. Al servito si sale a 1,917 euro per la benzina e a 2,091 per il gasolio, mentre sulle autostrade il diesel servito arriva fino a circa 2,2 euro al litro. Q8 ha aumentato di due centesimi al litro il prezzo consigliato della benzina e di dieci quello del gasolio, mentre Tamoil ha ritoccato i prezzi di sei centesimi sulla benzina e di quattordici sul diesel. In rialzo anche gli altri carburanti, dal Gpl al metano.
L’andamento dei prezzi alla pompa è stato esaminato lunedì dalla Commissione di allerta rapida convocata dal ministro delle Imprese Adolfo Urso. Al termine della riunione il Mimit ha segnalato che “negli ultimi giorni – in particolare con riferimento a due delle principali compagnie petrolifere – i prezzi medi applicati alla pompa sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento”. Dinamica che sarà oggetto di controlli mirati da parte della Guardia di finanza: Mister Prezzi trasmetterà alle Fiamme gialle “un nuovo elenco di casi anomali”.
Urso parlando alla Stampa ha sostenuto che oggi il governo dispone di strumenti più efficaci rispetto al passato per contrastare speculazioni. “A differenza di quanto accadde quattro anni fa, oggi abbiamo strumenti più efficaci per contrastare la speculazione e stroncare la spirale inflattiva che allora falcidiò il potere d’acquisto delle famiglie”, ha detto, spiegando che con il decreto del 2023 “abbiamo istituito un efficace sistema di monitoraggio sia sulla rete di distribuzione del carburante sia sull’intera catena del valore”.
Le associazioni dei consumatori contestano però la ricostruzione. “Magari fosse così! Le armi contro le speculazioni sono ancora e sempre le stesse, quindi spuntate”, afferma il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona. “Il decreto del 2023 era solo aria fritta che dava qualche potere in più al Garante per la sorveglianza dei prezzi per monitorare i prezzi, non per bloccare le speculazioni. Non c’era nulla per dare più poteri all’Antitrust contro i rincari anomali”. Secondo Dona l’unica misura utile prevista, l’app per confrontare i prezzi dei distributori, non è mai entrata in funzione: “Dopo la bellezza di 3 anni e 2 mesi dal varo del decreto, quell’app non ha ancora visto la luce”. Per questo, conclude, “se il Governo vuole davvero fare qualcosa, nel Consiglio dei ministri di domani riduca le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi”.
Il cdm non è stato ancora convocato ma la premier Giorgia Meloni nel fine settimana ha aperto all’attivazione dell’accisa mobile, il meccanismo introdotto con la finanziaria per il 2008 e modificato nel 2023 che consente al ministro dell’Economia, di concerto con quello dell’Ambiente, di ridurre temporaneamente le accise sui carburanti utilizzando le maggiori entrate Iva determinate dall’aumento del prezzo del greggio sul mercato. Va detto che se ci limitasse a utilizzare l’extra gettito la riduzione di costo si fermerebbe al momento a circa 4-5 centesimi al litro sulla benzina e 7-8 centesimi sul gasolio. Un risultato insufficiente sia per le associazioni dei consumatori sia per le opposizioni, a partire dal Pd che pure aveva chiesto di ricorrere all’accisa mobile. “È chiaro che reinvestire l’extra gettito dell’Iva non è sufficiente, perché servirebbe un taglio di almeno di 25 centesimi per litro per annullare la stangata per i cittadini e per le imprese”, dice ora Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato. “Servono risorse ingenti. Mi auguro che domani in Cdm la Premier arrivi con proposte all’altezza dell’emergenza: servono almeno 10 miliardi perché l’aiuto sia concreto”.
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