Добавить новость
World News in Italian


Новости сегодня

Новости от TheMoneytizer

“Qualsiasi abito che mostra il corpo vende”: la moda ai tempi dell’Ozempic. Addio inclusività, in passerella sfilano capi pensati per ostentare la magrezza

Per anni la moda ha raccontato una storia: quella dell’inclusività, della pluralità dei corpi, della fine dell’ossessione per la taglia zero. Oggi, quasi all’improvviso, quella narrazione sembra essersi incrinata. Non con una dichiarazione ufficiale, ma con un cambiamento silenzioso e rapidissimo che sta attraversando passerelle, negozi e algoritmi. Il nome che ricorre più spesso è Ozempic. O meglio, GLP1: i farmaci nati per il diabete e diventati in pochi anni uno dei più potenti acceleratori culturali della magrezza contemporanea.

Il loro impatto non riguarda solo la salute o il costume. Sta ridisegnando l’economia della moda e perfino il modo in cui i brand scelgono i corpi da mettere in scena. Alcuni analisti parlano apertamente di una nuova frattura culturale che attraversa l’industria: “Oltre a esercitare pressione sulle strategie di taglia e sulla produzione, i farmaci per la perdita di peso stanno creando un’altra manifestazione fisica della nostra divisione culturale. I brand devono esercitare sempre maggiore cautela nella selezione dei talenti. La nostra fisicità, più che il nostro stile, rivela sempre di più la nostra visione del mondo, il nostro allineamento politico e perfino il nostro conto in banca”, ci spiega Robin Mellery-Pratt, Founding Partner di Matter, luxury intelligence company. Il rischio, spiegano gli stessi osservatori, è che i GLP-1 aprano una nuova faglia culturale dentro la moda, obbligando le aziende a interrogarsi su cosa significhi oggi rappresentare i corpi e chi debba incarnare un marchio.

Intanto il mercato sta già reagendo. Un personal shopper americano citato in un report del settore racconta a Matter che negli ultimi mesi gli ordini dei clienti sono cambiati radicalmente: “È davvero serio. Dobbiamo comprare il doppio delle taglie italiane 36, poi 38 e 40. Anche chi portava 44 o 46 oggi è molto più snello.” E soprattutto cambia il tipo di abito che vende: “Qualsiasi vestito che mostri il corpo funziona. Gli abiti stretti volano. Non riesco a tenere le giacche corte in negozio. Siamo nel pieno di una belt craze: una mania per le cinture, perché i punti vita sono tornati sottili in questo momento GLP-1”, aggiunge un altro personal shopper sempre a Matter.

I dati spiegano perché la moda stia osservando il fenomeno con tanta attenzione. Negli Stati Uniti circa il 12% degli adulti assume oggi farmaci GLP-1 secondo un sondaggio della Kaiser Family Foundation. E soprattutto, come evidenzia Morning Consult, gli utilizzatori appartengono molto spesso alle fasce di reddito più alto, anche visti i costi di questi farmaci: la quota di utenti con guadagni superiori ai 100 mila dollari è più del doppio rispetto alla popolazione generale. Il profilo medio? “Abbiente, iper-coinvolto e aspirazionale” — esattamente il tipo di consumatore che il sistema moda cerca di intercettare. In altre parole: chi dimagrisce rapidamente non entra più nella vecchia taglia e deve comprare vestiti nuovi. E spesso non compra capi neutri, ma abiti che mettano in evidenza la trasformazione del corpo. Il guardaroba diventa la prova visibile della nuova magrezza.

Il retail se n’è accorto prima dei commentatori. Analisi pubblicate da Modern Retail raccontano che molti marchi stanno rivedendo in fretta la distribuzione delle taglie negli assortimenti perché small e medium finiscono sugli scaffali molto più velocemente del previsto. Alcune società di analisi parlano addirittura di una revisione delle strategie di produzione legata alla diffusione dei GLP-1. Non è solo un dettaglio tecnico: significa che il corpo che il mercato si aspetta sta cambiando.

Il problema è che questo riassetto economico coincide con una regressione simbolica. Il ritorno dell’ultra-magro arriva dopo anni in cui la moda aveva promesso una rappresentazione più ampia dei corpi. Il Guardian ha osservato che proprio nelle ultime settimane della moda Londra è stata quasi un’eccezione nel mantenere una certa diversità fisica, mentre tra Milano e Parigi, nelle sfilate autunno-inverno 2026-2027 viste tra febbraio e marzo, la fisicità dominante in passerella è quella di una magrezza tornata norma. Le collezioni non parlano esplicitamente di Ozempic, naturalmente. Ma parlano il linguaggio di un corpo ristretto, asciugato, con piance ultrapiatte, ossa in vista e braccia muscolose.

A Milano, Demna da Gucci ha portato in passerella una collezione apertamente body-conscious: coordinati in pizzo aderentissimi, silhouette skintight e stivali cuissard che riportano al centro un erotismo anni Novanta. A Parigi, Schiaparelli ha lavorato su una tensione simile in chiave più scultorea, con abiti e maglie che avvolgono il corpo come strisce, costruiti su basi di tulle illusion e drappeggi che scolpiscono la figura. Non è una sensualità esplicita: è una teatralizzazione del corpo che mette in risalto proprio la magrezza estrema. E ancora, da Balenciaga a Saint Laurent, da Elie Saab a Givenchy, si assiste al ritorno di una sensualità selettiva, che funziona soprattutto su corpi estremamente asciutti. Perfino i dettagli apparentemente minori raccontano la stessa storia. La mania per le cinture che segnano il punto vita. Le giacche corte. Gli abiti tubolari che evidenziano la figura. Il ritorno del pantalone slim. Tutto converge verso una silhouette più verticale e controllata.

Questa volta però la spinta non arriva soltanto dagli archivi della moda o dalla nostalgia degli anni Novanta. Arriva anche da una tecnologia farmacologica che rende la trasformazione del corpo più rapida e replicabile. Ed è qui che l’“effetto Ozempic” diventa qualcosa di più di una semplice tendenza estetica. Ha cambiato il tono della conversazione sul corpo. Il movimento midsize nato sui social per dare visibilità ai corpi “in between” racconta oggi una sensazione di contraccolpo culturale: creator che dimagriscono rapidamente, community che si restringono, brand che riducono le taglie disponibili. Non è solo un cambiamento commerciale. È psicologico. Dopo anni di body positivity, l’idea che il valore di una donna possa tornare a oscillare con la taglia dei jeans sembra riaffacciarsi sotto una forma nuova: più clinica, più normalizzata, più difficile da contestare.

Naturalmente sarebbe ingenuo attribuire tutto a un farmaco. La moda lavora sempre per stratificazioni: social media, celebrity culture, algoritmi, nostalgia estetica. TikTok ha già avuto un ruolo con fenomeni come SkinnyTok, che hanno riportato in circolazione l’aspirazione alla magrezza estrema. I GLP-1 si inseriscono in questo paesaggio e offrono qualcosa che prima mancava: una tecnologia della trasformazione. La domanda allora non è se questi farmaci influenzino la moda. Lo fanno già: negli acquisti, nelle taglie, nei casting e nelle silhouette che le collezioni immaginano. Pure alcuni stilisti stessi finiscono nel mirino delle critiche sui social per essere “sotto Ozempic” loro stessi. La vera domanda è quanto a lungo l’industria continuerà a chiamare “nuovo” ciò che assomiglia molto a un vecchio copione. Perché il rischio è che il corpo inclusivo venga ricordato come una parentesi di marketing, mentre la magrezza torni a imporsi come unica tela davvero redditizia. E allora forse più che di Ozempic dovremmo parlare di una moda che, appena ha intravisto la possibilità di monetizzare di nuovo la magrezza, ha rimesso il dibattito sull’inclusione nel cassetto. Non lo ha abolito. Lo ha semplicemente reso fuori stagione.

L'articolo “Qualsiasi abito che mostra il corpo vende”: la moda ai tempi dell’Ozempic. Addio inclusività, in passerella sfilano capi pensati per ostentare la magrezza proviene da Il Fatto Quotidiano.

Читайте на сайте


Smi24.net — ежеминутные новости с ежедневным архивом. Только у нас — все главные новости дня без политической цензуры. Абсолютно все точки зрения, трезвая аналитика, цивилизованные споры и обсуждения без взаимных обвинений и оскорблений. Помните, что не у всех точка зрения совпадает с Вашей. Уважайте мнение других, даже если Вы отстаиваете свой взгляд и свою позицию. Мы не навязываем Вам своё видение, мы даём Вам срез событий дня без цензуры и без купюр. Новости, какие они есть —онлайн с поминутным архивом по всем городам и регионам России, Украины, Белоруссии и Абхазии. Smi24.net — живые новости в живом эфире! Быстрый поиск от Smi24.net — это не только возможность первым узнать, но и преимущество сообщить срочные новости мгновенно на любом языке мира и быть услышанным тут же. В любую минуту Вы можете добавить свою новость - здесь.




Новости от наших партнёров в Вашем городе

Ria.city
Музыкальные новости
Новости России
Экология в России и мире
Спорт в России и мире
Moscow.media










Топ новостей на этот час

Rss.plus