Ferrero commosso: “Mi piacerebbe chiarire con Alcaraz. Se mi richiamasse? Non potrei dire di no”
Ospite di “El Cafelito de Josep Pedrerol“, Juan Carlos Ferrero è tornato a parlare dell’addio a Carlos Alcaraz e degli ottimi risultati del murciano a inizio stagione. Nel corso della lunga chiacchierata, però, ha toccato anche altri temi a partire dal suo stato d’animo attuale: “Ora sto abbastanza bene. Vederlo giocare e non poter essere lì è una sofferenza, anche se d’altra parte speri che le cose gli vadano bene”.
“Ho ricevuto offerte da molti giocatori, questo mi lascia tranquillo perché significa che la gente riconosce quanto ho fatto di buono. Va detto che non è solo merito mio, c’era una grande squadra alle spalle” ha proseguito Ferrero, molto onesto delle risposte. Ad esempio quando gli è stato chiesto se vedere Samuel Lopez da solo con Carlos lo infastidisca: “Difficile rispondere. Un po’ sì, perché era una mia persona di fiducia ed è entrato nel team perché scelto da me. Vederlo lì è dura ma sta andando meglio giorno dopo giorno”.
Il rapporto con Alcaraz dopo la rottura
“Direi che io e Carlos abbiamo una chiacchierata in sospeso – ha poi candidamente ammesso l’ex numero uno al mondo – L’ho visto l’ultima volta a Torino perché al momento di rivederci dopo il riposo è successo quel che è successo. Mi piacerebbe chiarire insieme e magari farci una partita a golf, se capita. Penso che entrambi abbiamo bisogno di tempo”.
In merito ai motivi dietro la scelta di non proseguire insieme: “Avevamo visioni diverse su come continuare, poi il resto sono cose private. Penso che la famiglia abbia influito sulla scelta: alla fine queste cose si decidono in famiglia. Il contratto con Alcaraz avrebbe dovuto rinnovarsi come ogni anno in maniera automatica a meno di revisioni. A fine anno sono uscite fuori visioni diverse e ciascuno ha tirato dal proprio lato. Cosi la storia si è rovinata”.
Uno sguardo al passato
Ferrero è poi tornato sulla celebre frase detta nel documentario di Netflix, vale a dire che senza professionalità non sarebbe potuto diventare il migliore: “La penso ancora, ma ho capito che Carlos è un giocatore diverso dagli altri. Ci sono atleti che non possono staccare 5-6 giorni e poi tornare come se nulla fosse successo. Lui sta dimostrando di saper far conciliare tutto per ora. Secondo me può farcela a vincere più Slam di tutti. Ma solo se riesce a mantenere disciplina e quella fame di vincere necessaria per andare avanti anche nei prossimi anni“.
Lo spagnolo è poi tornato sugli inizi della collaborazione: “Dopo il mio ritiro dal tennis ho provato ad allenare Zverev ma non ci siamo trovati con i metodi di lavoro. Albert Molina (manager di Carlos, ndr) mi propose questo progetto e il fatto che fosse molto talentuoso mi fece tornare la voglia di tornare a viaggiare con costanza vedendo una prospettiva. È stato molto diverso e anche la gente l’ha vista come una cosa strana. Anche passare dal jet privato alla macchina, o dover avere a che fare con i normalissimi problemi di comportamento di un ragazzo giovanissimo è stato particolare”.
Ferrero si commuove parlando del futuro
Nel corso dell’intervista Juan Carlos non è riuscito a trattenere le lacrime, in particolare quando si è parlato di un possibile ritorno nel clan Alcaraz: “Se Carlos dovesse richiamarmi non potrei dire di no. Adesso però non è il momento giusto”. Infine ha concluso: “Ho molte offerte al momento ma non sento di avere quell’impulso e quella voglia giusta per tornare subito ad allenare. Continuerò comunque a fare il coach per tanti anni, per ora approfitto per stare un po’ a casa con la famiglia”.
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