Challenger Fujairah, i missili fermano il tennis. Caniato: “Esplosione a 10 km, poi l’allarme e la fuga”
Quando l’attualità imperversa, anche quel mondo ovattato costruito attorno al tennis e allo sport in generale è permeabile alle notizie che arrivano dall’esterno.
Gli attacchi incrociati in atto nella zona del Golfo Persico, che ha portato alla chiusura degli spazi aerei, hanno avuto ovvie ripercussioni, coinvolgendo anche alcuni tennisti presenti a Dubai per l’ATP 500. “La situazione è insolita. Lo spazio aereo è chiuso, nessuno sa quando potremo volare” ha detto Daniil Medvedev, fresco campione del Dubai Duty Free Tennis Championships, ai media russi, sottolineando come, per quanto possibile, tutto fosse sotto controllo.
Medvedev, Andrey Rublev e Tallon Griekspoor sono bloccati negli Emirati Arabi, in attesa di sapere come e quando potranno partire per la California – o, nel caso dell’olandese, infortunatosi in semifinale, per tornare a casa – dato che a Indian Wells il primo Master 1000 della stagione è alle porte. Con loro ci sono anche i doppisti Arevalo, Pavic, Heliovaara e Patten, oltre ai rispettivi team degli atleti e membri dello staff ATP – mentre Holger Rune, fermo ai box per l’infortunio al tendine d’Achille, è con la madre Aneke a Doha.
Proprio l’ATP ha indotto una riunione d’emergenza. “Continueremo a fornire il supporto adeguato per garantire che i giocatori e i loro team possano partire in sicurezza quando le condizioni lo consentiranno“ si legge nel comunicato diramato nelle scorse ore – qui l’approfondimento di Vanni Gibertini sui possibili percorsi alternativi per lasciare Dubai.
Al Challenger di Fujairah si gioca sotto i missili
A pochi chilometri da Dubai, dove i tennisti, seguendo le indicazioni delle autorità, sono in hotel per motivi di sicurezza, si sta disputando un Challenger.
A Fujairah il tennis non si ferma. Almeno nelle idee degli organizzatori. Tuttavia, la realtà storica ignora ogni confine.
Nella mattinata di martedì 3 marzo, mentre i giocatori erano alle prese con i match, una forte esplosione ha scatenato attimi di paura, causando la sospensione del gioco per consentire a tutti di mettersi al sicuro. L’allarme anti missili è suonato su tutti i telefoni. Fortunatamente non si sono registrati feriti, ma i detriti dei droni hanno causato un incendio in una raffineria locale, motivo per il quale il torneo non è ancora ripreso.
Caniato a Sky Sport: “È suonato l’allarme anti missili e ci hanno detto di metterci al sicuro”
Sky Sport ha raggiunto Carlo Alberto Caniato, presente negli Emirati Arabi per disputare il torneo in doppio.
“È stata una mattina abbastanza difficile” ha spiegato l’azzurro. “Abbiamo sentito questa esplosione, eravamo tutti al circolo e ci stavamo allenando, c’era chi giocava i match. A un certo punto è suonato l’allarme di tutti i telefoni e ci hanno detto di rientrare nei posti sicuri, ci hanno portati tutti nell’hotel”.
Nonostante la molta paura, la situazione pare essersi stabilizzata. “Adesso siamo abbastanza tranquilli, stiamo tutti bene. L’esplosione è stata a 10 chilometri da dove siamo noi” ha proseguito il classe 2005. “La situazione è un po’ surreale, neppure noi sappiamo cosa fare, dobbiamo aspettare, vediamo cosa ci dice anche l’ATP”.
Caniato ha ricordato come sia partito per gli Emirati Arabi giovedì, senza neppure lontanamente immaginare di ritrovarsi in questa situazione. L’escalation delle tensioni tra Iran e Stati Uniti hanno portato all’inizio degli attacchi sabato mattina.
“Noi giriamo il mondo per giocare a tennis e divertirci, mai avrei pensato di ritrovarmi in un Paese dove è in atto una guerra, a pochi chilometri. È una situazione difficile, ma si va avanti e spero si risolva tutto al più presto” ha concluso il numero 389 del mondo, che ha aggiunto di essere in un confronto continuo con gli altri partecipanti al Challenger, alla ricerca di notizie e novità. “Ho sentito la famiglia e li ho rassicurati, perché noi stiamo bene e questo è l’importante. Dobbiamo valutare se rientrare e come”.