Olanda 2025
Inverno 2025, è la sera di una giornata fredda e uggiosa. Dormono già tutti. Sto cazzeggiando a letto con il telefono e come mi capita diverse volte ho aperto Google Maps sullo schermo. Zoom out su tutto il nord Europa. Non è colpa mia, quando penso alle vacanze mi viene sempre di guardare verso l’alto della mappa. L’occhio viene attirato da quelle isolette nel Mare del Nord. Zoom, zoom, zoom, rapida ricerca di foto e come accade puntualmente tutte le volte scatta la scintilla!
Il giorno successivo Iacopo si sveglia e gli dico “Quest’estate andiamo in Olanda!”. Lui mi guarda e si mette a piangere! Non partiamo benissimo, ma forse voleva semplicemente la mamma.
Mentre facciamo colazione dico la stessa cosa a Ceci che mi risponde: “Dov’è?” – “Più o meno sotto la Danimarca, ci sono le spiagge, c’è il mare!” – “Ma con il pullmino dei nonni?” – “Si” – “Ok!”.
Maddi assiste alla conversazione bevendo il suo cappuccio ed esclama: “Ok!”. A posto, è fatta!
Il mare e le spiagge non sono quelle classiche a cui siamo abituati sul Mediterraneo, ma lo scorso anno in Danimarca e nei due viaggi a Lanzarote abbiamo capito un a cosa, ci piacciono le spiagge enormi e in cui gli spazi sono infiniti.
La meta sembra perfetta, piste ciclabili ovunque, clima caldo tendente al fresco (se gira bene col meteo), mare, spiagge, tanti campeggi tra cui scegliere. Ci sono tutti gli ingredienti perchè sia il giusto viaggio!
Per la verità mancherebbero le salite, ma in questo momento l’aspetto altimetrico può andare in secondo piano, torneremo a farle prima o poi!
Per raggiungere la nostra meta optiamo per la stessa formula dello scorso anno, io parto con il van un giorno prima attraversando Svizzera e Germania insieme ai miei amici Nazzi e Trincia. Passo la notte in un tranquillo camping di campagna nei pressi di Eindhoven dove l’età media si attesta sopra i 75 anni e dove mi fanno entrare anche se non sono iscritto al prestigioso torneo di bocce serale. Il resto della family atterra il giorno successivo all’aeroporto con un bel volo Ryan Air acquistato a poco più di 100€ per tutti e tre.
Ed è così che sotto una finissima pioggia possiamo cominciare il nostro viaggio in terra olandese decidendo di improvvisare subito per assaggiare quel tocco di Olanda da cartolina.
Ci dirigiamo quindi verso il famoso sistema di mulini di Kinderdijk, una serie di mulini a vento che venivano usati per pompare acqua e creare quelli che qui chiamano polder, terre rubate al mare che risultano essere sotto il livello del mare vengono protette da argini.
Ci facciamo una breve passeggiata, mangiamo qualcosa e siamo pronti per raggiungere la nostra prima destinazione nelle vicinanze di Breukelen, esattamente a metà strada tra Amsterdam e Utrecht.
Ci accoglie un piccolo campeggio circondato da prati verdissimi e mucche al pascolo, poche piazzole occupate da roulotte di pensionati che non fanno altro che stare in campeggio tutto il tempo a far nulla!
Iacopo e Ceci si tuffano subito sul tappeto elastico in mezzo al prato, quattro chiacchiere coi proprietari e poi in fretta a montare l’accampamento, tira aria di pioggia!
Sarà una tappa complicata con parecchia pioggia a intermittenza e soprattutto un freddo che non ci aspettavamo. Il giorno successivo, infatti, siamo costretti a cambiare programma per la pioggia, ad Utrecht si andrà in treno.
Tra un giro per il centro, un caffè, un panino e un’altra passeggiata ci godiamo come possiamo questa piccola cittadina sfruttando al massimo quei pochi momenti di sole.
La situazione si fa un po’ più complessa ad Amsterdam il giorno dopo. C’è bel tempo, ma Ceci non ne vuole proprio sapere di camminare! Girovaghiamo un po’ tra i canali cercando di inventarci missioni e giochi, ma finchè non arriviamo a un parchetto clamoroso guidati da Fede (con cui ho condiviso l’esperienza alla Ronde qualche anno fa) la giornata non svolta.
Abbiamo commesso un grave errore nel non organizzarci per passare qualche ora al NEMO Science Museum. Lezione imparata, mai più a zonzo in città senza organizzare un momento stimolante e divertente per i bambini.
Restano comunque ben impressi due meravigliosi highlight di giornata: 1) la pausa pranzo su una panchina di fronte a un coffee shop con vetrate aperte; 2) la morte di Batman peluche a seguito di un perfetto lancio di Iacopo dallo zaino con rimbalzo sulla ringhiera e tuffo carpiato in acqua!
Arriva il momento del primo trasferimento, da Breukelen ci spostiamo in un campeggio vicino a Schoorl, sulla costa ovest appena a nord di Alkmaar!
Nel giorno di trasferimento decidiamo di pranzare in un localino con parco giochi e nel pomeriggio, complice uno stop per fare un po’ di spesa, saliamo rapidamente in cima alla duna di Schoorl, non facendoci mancare la classica corsa in picchiata con immancabile caduta nella sabbia.
In questi due giorni a Schoorl diamo precedenza assoluta alla bicicletta e all’esplorazione delle Schoorlse Duinen.
Quest’anno bisogna ammettere che siamo una bella attrazione per tutti quando siamo in giro in bici. Oltre al carrello, dove Iacopo si gode il panorama da posizione priviligiata, abbiamo Ceci in sella alla sua Woom viola attaccata a Maddi tramite il FollowMe.
Il primo giorno ci dirigiamo verso Bergen aan Zee sfidando il vento contrario su delle splendide piste ciclabili circondate da dune e boschi. All’arrivo l’asfalto lascia spazio alla sabbia, un tipico parcheggio per bici da centinaia di posti e poi l’impetuoso Mare del Nord che ci farà compagnia per quasi tutto il resto della vacanza.
Tira un vento fortissimo che alza piccole tempeste di sabbia, bisogna stare riparati altrimenti è difficile stare in spiaggia. Poco importa, c’è un piccolo parchetto proprio vicino alla duna, il carrello lo mettiamo come frangivento e fino all’ora di pranzo si va tranquilli così.
Il giorno successivo decidiamo di dividere la giornata dedicando la mattina all’immenso Speelpark de Swaan e il pomeriggio alla conquista di Camperduin.
Come da previsione la bici subito dopo pranzo concilia il sonno e con il carrello sold out ci dirigiamo a gran velocità verso Camperduin. Siamo di nuovo sul mare, un waffle con panna non ce lo toglie nessuno prima di scendere sulla spiaggia dove un galeone di legno enorme è l’attrazione perfetta per concludere in bellezza una giornata strepitosa.
Anche la tappa di Schoorl giunge a conclusione, ma in questo viaggio si va in crescendo, sta per arrivare la tappa regina del viaggio, oggi si va sulle Isole Frisone.
Per motivi logistici e di costi dovevamo scegliere un’isola da visitare e nel programmare il viaggio sono stato parecchio indeciso tra Ameland e Terschelling. Non avevo preso in considerazione Texel per via del fatto che è quella più grande e più turistica, ma tra Ameland e Terschelling sono stato davvero indeciso.
Alla fine l’ha spuntata Terschelling, sarà per il campeggio che mi ispirava di più o forse perchè ha la bandiera più bella che io abbia mai visto!
Il tragitto del traghetto segue un percorso delimitato da tantissime boe colorate che non è per niente il tragitto più breve per arrivare a Terschelling. Siamo nel Mare di Wadden, il piano mesolitorale patrimonio dell’Unesco dove la marea ha un’escursione molto ampia che farebbe incagliare le barche se non si rispetta quel tragitto!
Sbarchiamo e ci dirigiamo immediatamente al campeggio. Ci bastano quei pochi chilometri per capire che siamo nel posto giusto! Bici, bici, bici! Bici grandi, piccole, cargo, d’acciaio, in carbonio, biciclette in ogni dove.
Allestiamo il nostro accampamento, Ceci e Iachi vanno in esplorazione di tutti i mini parchetti sparsi nel camping, ma alla fine decidono che la specie di percorso vita di fronte alla piazzola sono i migliori, poco male, peccato che ogni volta c’è il rischio trauma cranico se cascano per terra.
L’isola di Terschelling è divisa quasi perfettamente in due zone distinte, verso il Mare di Wadden a sud ci sono prati verdi, campi coltivati e fattorie, verso il Mare del Nord invece il paesaggio diventa sabbioso, le dune si alternano a boschi e a zone con una vegetazione brulla.
Di fronte al nostro campeggio c’è la ciclabile, un piccolo laghetto e poco più in là iniziano le dune, in cima al piccolo promontorio si nota perfettamente un albero, l’unico nel raggio di qualche centinaia di metri, lui sarà il nostro compagno di avventure in questi giorni, Iachi l’ha subito battezzato “albeo-tutto-tolo”, l’albero tutto solo!
Ed è così che al cospetto dell’albero tutto solo il giorno successivo partiamo per il primo di tre giorni pieni su questa isola di cui ci siamo già innamorati! La partenza è in totale relax e decidiamo quindi di andare in esplorazione verso il paese principale per mangiare qualcosa prima di proseguire verso le spiagge della zona ovest.
Dopo uno dei migliori fish’n’chips di sempre gustato all’ombra dell’imponente faro ci muoviamo lungo la ciclabile che costeggia il mare. C’è la bassa marea e dopo giusto qualche chilometro ci fermiamo subito per correre un po’ sulla sabbia molle della Groene Strand, ma è uno stop veloce, puntiamo ad arrivare a West aan Zee per passare il pomeriggio in spiaggia.
Boschi, strade sterrate, rampetta finale per superare la duna e poi l’immensità della spiaggia e del Mare del Nord. In giornate simili l’acqua diventa di un blu pazzesco e invita a fare un tuffo, mi lancio, ci sono un po’ di meduse, ma l’acqua è limpida e non si sta per niente male.
Ceci e Iachi optano più per le pozze lasciate dal ritiro del mare, chilometri e chilometri per andare a prendere l’acqua col secchiello, scivoli e giochi improvvisati e poi di nuovo in sella.
Stasera cena e poi tutti a visitare il nostro albero al tramonto!
Il giorno dopo usciamo dal campeggio e ci dirigiamo dalla parte opposta, un giro un po’ più lungo verso la parte est. La ciclabile è letteralmente in riva al mare, il verde acceso del prato a sinistra e il mare che riverbera i raggi del sole sulla destra, qualche pecora, tanti gabbiani e diversi altri uccelli a farci compagnia fino a Oosterend, piccolo agglomerato di casette.
Cerchiamo un parchetto per mangiare, ma nonostante il famoso claim di Tonino Guerra non siamo fortunati. Poco male, coperta sul prato vista mare, panino e il pranzo è servito.
Abbiamo capito in questi anni che l’organizzazione della giornata con attività più corposa alla mattina e relax in spiaggia al pomeriggio è la nostra tattica vincente. Tutti in sella, oggi si va a Kaap Hoorn!
Qui il tipico Strandpavilion rimane dietro la duna, mentre noi la superiamo spingendo il carrello che sprofonda nella sabbia. Per alcuni attimi mi sento un partecipante di quei programmi dove spostano le gomme dei trattori e lanciano tronchi. Poi però quell’attimo finisce! Si torna alla realtà con Maddi che si rilassa al sole, Ceci che si esercita con innumerevoli ruote sulla sabbia e Iacopo che se la dorme beatamente in braccio alla mamma.
Adoro questi momenti, ma soprattutto adoro questi momenti in questi posti, questi spazi infiniti con il solo rumore delle onde come colonna sonora.
L’ultimo giorno pieno a Terschelling lo dedichiamo nuovamente alla bici e alla spiaggia, stavolta un giro più breve puntando all’accesso sul mare di Midsland aan Zee. In questo punto c’è più gente rispetto a ieri, ma quando la spiaggia è affollata significa stare a 15 metri di distanza dagli altri, come minimo!
Iacopo ha come missione quella di costruire uno scivolo per Batman, ma a quanto pare la sabbia non vuole collaborare. Ceci si immerge nel suo mondo di storie fantastiche creando cross-over improbabili tra Harry Potter e personaggi Disney, che spettacolo!
La sera sarà invece è una serata particolare, abbiamo scoperto che vicino al campeggio c’è un festival di cinema all’aperto, un teatro tra le dune dove stasera proietteranno I Love Radio Rock. Quella gran donna che è mia moglie mi dice che se voglio andare di andare. Mi porto la mia seggiolina pieghevole, felpa, guscio, copricollo e cuffietta, pacco di biscotti, film capolavoro, ma cazzo che freddo!
Giunge quindi il momento di abbandonare questa splendida isola, torniamo a mangiarci il miglior fish’n’chips e poi saliamo sul traghetto. Ci dobbiamo spostare a Zoutkamp, aperta campagna non lontano da Groningen, ma sempre poco lontana dal mare.
Sarà una tappa breve, solo un paio di notti, una posizione tattica per visitare in giornata l’isola di Schiermonnikoog.
Nel lontanissimo 1999 c’ero stato con i miei, mi faceva piacere tornarci ventisei anni dopo ed era uno dei punti fermi di questo viaggio!
Su Schiermonnikoog non si può andare in auto, soltanto a piedi o in bicicletta. Mi informo per capire quanto costa portare le nostre bici sul traghetto, guardo poi quanto costa il noleggio di una bici cargo sull’isola. Praticamente uguale.
Optiamo per sperimentare la bici cargo. Purtroppo la Urban Arrow superfiga non è disponibile, ripieghiamo quindi su una con cassone in legno e senza aiuto elettrico. Non importa, ma a fine giornata vi assicuro che ho capito che sulla cargo la spinta del motore ha il suo perchè!
Carichiamo Ceci e Iachi dentro il cassone, casco, cintura, pupazzo d’obbligo perchè anche lui voleva vedere l’isola e siamo finalmente pronti a partire.
Scegliamo di fare il giro in senso antiorario così da tenerci il paesino per il pomeriggio. Guidare la cargo è stradivertente e nella mia testa comincia a partire il trip che non sarebbe male averne una a casa!
Attraversiamo stradine sterrate sferzate dal vento con Maddi che in sella a una tipica bici da passeggio si sente più olandese che mai, tappa pranzo in spiaggia e poi rapido sopralluogo al faro, prima di attendere l’orario di ritorno al piccolo centro abitato tra un sorso di radler e un gelato!
Il giorno successivo è giorno di trasferimento, ma prima di spostarci verso sud decidiamo di dedicare la mattinata al Wadden Sea World Heritage Centre di Lauwersoog. Il centro è nuovissimo, ventisei anni fa ricordo di essere stato a quello che abbiamo sempre chiamato l’ospedale delle foche, è lo stesso, ma da qualche mese sono in questa nuova struttura modernissima.
Oltre a poter vedere da vicino diversi cuccioli di foca che vengono tratti in salvo, curati e poi rimessi in libertà una volta guariti dalle ferite, c’è tutta una serie di sale e installazioni interattive in cui viene raccontata la biodiversità e l’importanza a livello ambientale del Mare di Wadden.
Ceci e Iachi in primis, ma anche noi grandi ci siamo divertiti un sacco tra microscopi, simulazioni di maree e vasche con le foche.
Una mattina diversa prima di salire sul van e raggiungere Otterlo dove per quest’ultima tappa saremo in compagnia di Carola, Ale, Tito e Agata con cui avevamo condiviso il viaggio sulle Alpi qualche anno fa!
Noi stiamo finendo il nostro viaggio, loro invece lo stanno cominciando e fin da subito ci siamo organizzati per passare qualche giorno insieme. Ceci e Tito si conoscono già, i piccoli impiegano giusto due minuti e poi sono già tutti sul tappeto elastico o sopra i go cart che viaggiano a zonzo per il campeggio!
In questi due giorni andiamo ad esplorare il parco Hoge Veluwe, un enorme parco recintato che all’inizio del secolo scorso era una proprietà privata in cui erano stati introdotti animali selvatici e costruito proprio in mezzo un museo per ospitare la collezione della signora Kroller-Muller.
Pedalare qui è un paradiso, Ceci decide di staccarsi dal follow-me per un pezzetto nel bosco, poi torna attaccata e finisce a dormire nel carrello al fine di sperimentare in una singola mattinata tutte le possibilità.
Il giro del parco scorre via veloce, si passa da stradine nel bosco a zone aperte e più brulle, il gruppo compatto si sfilaccia giusto prima dell’arrivo al museo.
Decidiamo di entrare per vedere le opere d’arte moderna nei giardini interni e da grandi critici d’arte quali siamo, ammirare la seconda collezione di Van Gogh del mondo, dietro solo al Van Gogh Museum di Amsterdam. Tutto molto bello, interessante, divertente anche per i piccoli con qualche gioco interattivo, ma niente, niente potrà mai superare la grande cazzuola blu!
Per chiudere al meglio il viaggio, avendo girato già tutto il parco in bici, decidiamo di visitare il Nederlands Openluchtmuseum che si trova vicino a Otterlo.
Si tratta di un museo all’aperto in cui nel tempo hanno trasferito tantissime strutture tipiche e storiche dei Paesi Bassi, dalle tipiche case medievali col tetto di paglia in cui hanno riprodotto come si facevano alcuni lavori come il fabbro o il contadino a più moderni mulini a vento e ponti levatoi.
Il museo è diviso in zone tematiche, c’è un trenino che ti porta in giro, parchi giochi, attività organizzate, non ci si annoia e oltre ad essere divertente per i bambini è altrettanto interessante per i più grandi se ci si ferma un po’ a leggere tutte le spiegazioni e le storie sulla provenienza delle varie cose esposte.
La chiusura di questo viaggio in compagnia è stata davvero il tocco in più per chiudere in bellezza un viaggio strepitoso, ma purtroppo è arrivato il momento di tornare!
Ci attende un lungo viaggio, cerchiamo di organizzarci al meglio per spezzare il viaggio visitando un bosco con un’altissima torre di legno per il birdwatching, ma la mattina della partenza diluvia e quindi cominciamo a tirare dritto.
Ceci e Iacopo sono super tranquilli e riusciamo a macinare chilometri per tutto il giorno fino ad arrivare ai piedi dell’Umbrail che ci apre la porta verso un’ultima settimana di vacanza in Valtellina!
Si conclude quindi il nostro secondo viaggio in van in quattro e a parte l'inizio complesso, anche a causa di un meteo sfortunato, penso che sia stata come sempre un viaggio incredibile per tutti! Lo capisci soprattutto quando a distanza di mesi si ricordano alcune delle cose successe in Olanda e il pensiero vola immediatamente indietro a quei giorni dove il tempo sembrava sospeso. Un sorriso comune si stampa sulla faccia di Iacopo e Ceci. Ridi anche tu. Sei felice e pensi già alla prossima avventura!
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