Non solo gioie: i tre grandi flop dell’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Dieci ori, trenta allori complessivi, quarto posto nel medagliere a un solo argento dal terzo gradino del podio occupato dai Paesi Bassi, medaglie conquistate in ben dieci sport differenti (solo gli USA sono stati migliori in termini di eclettismo con undici discipline), interesse e coinvolgimento diffusi su tutto il territorio nazionale, un successo in termini organizzativi, apprezzamenti ricevuti da ogni angolo del Pianeta, soddisfazione sul fronte politico e addirittura un potenziale interesse per ospitare i Giochi estivi nel 2040.
Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono state trionfali per l’Italia, che ha festeggiato la formidabile doppietta di Francesca Lollobrigida, il rientro vittorioso di Federica Brignone, l’en-plein nei doppi di slittino, senza dimenticarsi dell’uno-due nello skicross, dello show nel team pursuit, della bella staffetta mista di short track e dell’apoteosi di Lisa Vittozzi nell’inseguimento di biathlon, giusto per citare le dieci perle regalate al pubblico nelle ultime due settimane e mezzo.
Tanti trionfi e tante prestazioni davvero rimarchevoli, ma non sono mancate alcune delusioni. Una su tutti il PGS maschile di snowboard: dominio totale nella stagione di Coppa del Mondo, nessun italiano in semifinale ai Giochi e addio sogni di gloria in una delle gare dove una medaglia era data per certa alla vigilia. Era lecito aspettarsi molto di più da Roland Fischnaller (che a 45 anni era il grande favorito per l’oro) e compagni, che invece hanno deluso nell’evento più importante del quadriennio.
Ci si attendeva un guizzo da Alex Vinatzer, che ha invece inforcato in gigante e in slalom, mentre nella combinata a squadre ha ricevuto il miglior testimone possibile da Giovanni Franzoni (l’argento olimpico di specialità era al comando dopo la discesa) e ha accusato, per sua stessa ammissione, la pressione tra i pali stretti: l’altoatesino deve trovare più fiducia nei propri mezzi e il giusto bilanciamento tra precisione tecnica e velocità, che per il momento tarda ad arrivare.
Dallo sci alpinismo sono arrivati due quinti posti, ma per quanto visto in stagione si poteva sognare una medaglia: Giulia Murada e la staffetta mista non sono riusciti a piazzare il colpaccio nel grande evento. Ci si riproverà nell’edizione sulle Alpi francesi nel 2030 per festeggiare il primo podio a cinque cerchi in questa specialità.