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Bimbo dal cuore “bruciato”: al via le cure per lenire il dolore. “Non è eutanasia, ma evitiamo l’accanimento terapeutico”

Per il bimbo di Napoli che ha subito il trapianto di un cuore danneggiato, oggi sarà avviato il percorso per l’alleviamento delle sofferenze. Domenico attualmente è ricoverato all’Ospedale Monaldi: non è eutanasia, ma un percorso per fermare l’accanimento terapeutico. “È la cosa più umana” ha detto il legale della famiglia. Intanto, sembra destinato a crescere il numero degli indagati: a Napoli arriveranno gli atti dell’inchiesta aperta a Bolzano dopo la denuncia presentata da Federconsumatori Napoli, in cui si ipotizza la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, al momento contro ignoti. Non si esclude che a breve gli inquirenti possano iscrivere nel registro degli indagati anche sanitari altoaltesini: al centro dell’attenzione c’è il contenitore di ghiaccio usato per il trasporto dell’organo.

Inizia la Pianificazione condivisa delle cure: la priorità non è la guarigione ma l’alleviamento delle sofferenze

Per il bimbo al Monaldi di Napoli dunque inizia la terapia volta ad alleviare le sofferenze. È la Pianificazione condivisa delle cure (Pcc), istituto rivolto alle persone affette da patologie croniche o caratterizzate da un’inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, proprio come nel caso del bimbo di 2 anni di Nola. A richiedere la Pcc è stata ieri sera la famiglia del piccolo, come annunciato dall’avvocato Francesco Petruzzi a “Diritto e Rovescio” su Retequattro. “Abbiamo avuto le cartelle cliniche e i pareri del gruppo interdisciplinare – ha spiegato il legale – e li abbiamo sottoposti al nostro team medico legale. Avendo valutato che vi è sicuramente una prognosi, certamente e senza ombra di dubbio infausta, ho mandato una pec al Monaldi con la quale, su volontà della famiglia, abbiamo fatto una richiesta di Pcc”. L’avvocato ha precisato che “non si tratta di eutanasia, ma per evitare l’accanimento terapeutico è volta a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione soltanto all’alleviamento delle sofferenze”. L’ospedale, ha fatto sapere Petruzzi, dopo circa un’ora ha risposto accettando la richiesta. “Domani (oggi, ndr) ci sarà il primo accesso al quale parteciperanno i genitori e il medico legale di parte, e si inizierà a pianificare il percorso terapeutico solo per alleviare il dolore”. Un esito inevitabile, dopo l’ultima parola pronunciata ieri dall’Heart Team organizzato dal Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, allargato ai massimi esperti di pediatria in Italia. Secondo loro, il bimbo non è può essere sottoposto a un nuovo trapianto di cuore, dopo il primo tentativo con con un organo danneggiato.

Le indagini a Napoli e Bolzano

Come sia avvenuto il danneggiamento e chi ne sia stato il responsabile sono gli aspetti al centro dell’indagine portata avanti dalla Procura di Napoli. Sono al momento 6 gli indagati (il reato ipotizzato è lesioni colpose gravissime) tra medici e paramedici membri dell’équipe sanitaria del Monaldi che si è occupata dell’espianto del cuore dal paziente pediatrico deceduto a Bolzano, del trasporto dell’organo e infine dell’operazione di trapianto eseguita a Napoli, nonostante al suo arrivo il cuore fosse ormai irrimediabilmente danneggiato. La ricostruzione di quanto accaduto il 23 dicembre si è nel frattempo avvalsa delle dichiarazioni del cardiologo Giuseppe Limongelli, ex direttore del follow up del Monaldi che si è dimesso sei giorni dopo il trapianto fallito, e degli audit interni dell’azienda ospedaliera. Da questi ultimi in particolare emergerebbe che i medici provenienti dal Monaldi e giunti all’ospedale di Bolzano, dopo aver riposto il cuore nel box per il trasporto, avrebbero chiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante nel secchiello; il riempimento sarebbe però avvenuto con l’utilizzo di ghiaccio secco e non ghiaccio di acqua, errore risultato poi fatale per la conservazione dell’organo. Non si escludono quindi nuove iscrizioni nel registro degli indagati, inclusi i sanitari dell’ospedale altoatesino. A Napoli si attendono le prime risultanze del fascicolo “parallelo” aperto dalla Procura di Bolzano nei confronti di ignoti con l’ipotesi di responsabilità colposa per lesioni personali in ambito sanitario. L’apertura del fascicolo a Bolzano è conseguente alla presentazione, lo scorso 13 febbraio, di un esposto firmato Federconsumatori Napoli. Da allora le due Procure hanno lavorato in stretto contatto per venire a capo della tragica vicenda.

L'articolo Bimbo dal cuore “bruciato”: al via le cure per lenire il dolore. “Non è eutanasia, ma evitiamo l’accanimento terapeutico” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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