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Il “libro nero” di Epstein: il video segreto del maggiordomo che poteva cambiare tutto

Un “semplice” libretto nero avrebbe potuto cambiare il corso della storia. La vicenda giudiziaria di Epstein è fatta di soffiate che lo hanno preparato all’arrivo della polizia, di soldi, tanti soldi spesi per patteggiare, corrompere e cercare di controllare l’azione della giustizia e di dettagli che, grazie alla pubblicazione dei Files, ora vengono alla luce. La rete americana Cnn ha da poco pubblicato un video nel quale è possibile vedere chiaramente come Alfredo Rodriguez, colui che era considerato il “maggiordomo” della villa di Palm Beach e che si definiva il “bancomat umano di Epstein”, nel 2009 abbia cercato di vendere ad un agente dell’FBI sotto copertura il “Little Black Book” sottratto ad Epstein e contenente tutti i nomi “della gente potente e delle vittime” dei suoi traffici. 45 minuti di trattativa e rivelazioni scottanti emersi dai Files, che hanno anche costretto Cnn ad intervenire, dopo la prima pubblicazione, perché accusata dal Dipartimento di Giustizia di non aver oscurato il volto dell’agente che si era presentato come il rappresentante di un avvocato delle vittime. Alfredo Rodriguez sta seduto ad un tavolo con una camicia chiara mentre la scena viene riprodotta in bianco e nero; sfoglia l’agendina mentre condisce di dettagli il suo racconto per alzare il prezzo. “I numeri sono di ragazze minorenni?” chiede l’agente. “Erano molto giovani” risponde Alfredo spiegando il ruolo centrale di Ghislaine Maxwell in tutta la faccenda.

“Era la sua ex fidanzata, una donna inglese molto potente che andava nei paesi dell’est Europa per cercare le ragazze per lui e lo so perché ci sono andato anche io con mia moglie”. In un altro documento precedente, redatto dal Federal Bureau Of Investigation e relativo ad una deposizione raccolta nel 2007 a Palm Beach, nell’ambito di un’indagine per sfruttamento sessuale nei confronti di Epstein, Rodriguez aveva già spiegato molte dinamiche della villa El Brillo, nella quale aveva lavorato per sei mesi.

Quando Epstein arrivava, il maggiordomo tuttofare riceveva 8mila dollari in contanti ed altrettanti soldi su un conto bancario per pagare la signora delle pulizie, il giardiniere e sbrigare tutte le faccende, mentre 2/300 dollari in contanti dovevano essere disponibili in ogni auto. Rodriguez si occupava di accompagnare le ragazze a fare shopping, comprava loro il gelato, fiori, iPods ed Mp3. Il suo accesso alla stanza di Epstein era consentito solo prima del suo arrivo, per posizionare sotto al suo materasso una pistola, che veniva poi riposta dopo la sua partenza e per andare a pulire le stanze dopo i massaggi che Epstein riceveva due volte al giorno. In quel caso, Rodriguez racconta di essersi trovato a raccogliere “fazzoletti, asciugamani e preservativi usati e vibratori”. Infine, era lui che si occupava di pagare 3/400 dollari per le “massaggiatrici” prima di accompagnarle all’uscita o di cucinare qualcosa per loro.

La sua relativa libertà di movimento nella casa gli avrebbe dunque permesso di impossessarsi di quell’agenda tanto preziosa, ma si dovette arrivare al 2009 perché l’FBI potesse metterci sopra le mani. Durante il tentativo dell’agente sotto copertura e ripreso dal video circolato in questi giorni, il cerchio intorno ad Epstein si stava già stringendo e un anno prima gli era stata comminata la prima condanna a 18 mesi (poi ridotti a 13), per favoreggiamento della prostituzione.

Ma serviva altro. Rodriguez, incalzato dall’agente dell’FBI, nel video fa anche riferimento ad un database di ragazze che Ghislaine Maxwell aveva raccolto sul suo computer. “Erano nude, ragazze nude – spiega aggiungendo – arrivavano dalla Svezia, dalla Romania, dalla Cecoslovacchia, dal Brasile. Tutte molto giovani, 16-17 anni, adolescenti che portavano ancora l’apparecchio ai denti”. Il video si conclude con Rodriguez che si tiene stretta l’agendina per la quale chiede 50mila dollari e l’agente che gli lascia dei contanti e se ne va prendendo tempo. In realtà quella transazione non avverrà mai e l’uomo fu arrestato per essersi rifiutato di fornire alla polizia quella che poteva rappresentare una prova importante, ma che per lui rappresentava “una polizza assicurativa” perché temeva che Epstein lo avrebbe fatto “sparire” o gli avrebbe fatto del “male”. La condanna per “ostacolo alla giustizia” a 18 mesi arrivò mentre gli inquirenti continuavano a sostenere che, se quel libretto fosse stato ceduto nel 2007 questo avrebbe accelerato i tempi per portare Epstein ad un processore difficilmente gli avrebbe consentito un patteggiamento con le migliori condizioni. Rodriguez morì nel 2014.

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