Referendum, Nicola Gratteri: “Con questa riforma il Pm sarà più forte, a danno del 90% dei cittadini”
“Se faremo questa riforma avremo un pubblico ministero più forte e un imputato – l’imputato povero – sarà meno garantito”, così il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri, primo ospite del “Forum – Speciale Referendum” organizzato da il Fatto Quotidiano e ilFattoquotidiano.it, commenta quelli che saranno gli effetti concreti della separazione delle carriere sui cittadini.
Il magistrato ha affermato: “I promotori del Sì dicono che ci vuole un pubblico ministero più forte, allora l’imputato ha bisogno di un avvocato forte, di un’agenzia investigativa forte. L’imputato potente si può permettere l’avvocato che solo per parlare vuole 50mila euro e un’agenzia investigativa in grado di fare qualsiasi cosa, anche entrare in banche dati dove non potrebbe entrare, e di spendere quindi anche 200-300mila euro – prosegue il procuratore – immaginate invece un imputato che sia un operaio o un impiegato: chi gli dà i soldi?”. Conclude Nicola Gratteri: “Se noi vogliamo che il pubblico ministero diventi l’accusatore, togliendo l’obbligo di trovare prove anche a favore dell’indagato, facciamo una riforma che danneggia almeno il 90% degli imputati”.
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