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L’all-in di Corona sui social: tutti i numeri (e i limiti) della sua presenza online

È tornato al centro dell’attenzione mediatica dopo anni in cui sembrava essere finito nel dimenticatoio. Ma per rientrare nelle case degli italiani, questa volta, non ha scelto i salotti televisivi e i talk show della tv tradizionale. Fabrizio Corona ha puntato tutto sui social e ha fatto all-in sulle piattaforme più trafficate dai giovani. Inizialmente è apparso qualche volta su Twitch – un social di live streaming tra i più usati al mondo -, ospite di alcuni streamer molto influenti, come “IlRossopiùbellodiTwitch”, che conta quasi mezzo milione di follower. Da lì, poi, si è spostato su piattaforme ancora più conosciute, come Telegram, Instagram e YouTube.

Attraverso la sua presenza online, in poco più di un anno l’ex Re dei paparazzi è riuscito a far parlare di sé, raccogliendo consensi e dissensi. Il bacino d’utenza si è espanso fino a raggiungere numeri notevoli. E l’ex agente fotografico ora può contare su un seguito talmente ampio che potenzialmente può valere oro, soprattutto in combinazione con il mercato pubblicitario. Ed è per questo che la sua rinnovata popolarità presso il pubblico induce a pensare ad introiti altrettanto importanti, forse addirittura cifre a sei zeri, sulla base di una visibilità a cui molte aziende difficilmente rinuncerebbero. A maggior ragione se si considerano i numeri degli ultimi due mesi.

Il ‘regno’ dell’ex rei dei paparazzi, infatti, si è ingrandito ancora di più nelle scorse settimane, cioè da quando è partito all’attacco di Mediaset, accusando i volti più importanti e riconoscibili dell’azienda televisiva di Cologno Monzese. Una scelta, la sua, che ha fatto discutere e che al momento è anche al vaglio delle autorità competenti, dato che la Procura ha aperto più filoni di indagine. Nel frattempo, Meta (l’azienda che controlla, tra le altre, Facebook e Instagram) ha chiuso i profili social dell’imprenditore siciliano.

Anche il suo canale YouTube è stato limitato, probabilmente dopo una segnalazione da parte di Mediaset. Gli episodi 19 e 20 di ‘Falsissimo’erano già stati bloccati dal Tribunale di Milano, mentre il 21 è stato oscurato forse a causa di uno strike, lo strumento con cui YouTube sanziona chi viola il diritto d’autore. E ora anche gli altri video sono spariti dal canale, compresi quelli a pagamento che fino a qualche ora fa risultavano ancora disponibili.

Da YouTube a Instagram: tutti i numeri social di Fabrizio Corona

La scelta di Corona di spostarsi sui social, almeno ad oggi, sembra averlo ripagato dal punto di vista anche economico. Sulle piattaforme online, infatti, il 51enne sembra aver trovato la sua dimensione ideale, sia per le sue modalità comunicative ‘controverse’, ma anche per i numeri che ha ottenuto. È su YouTube che Corona ha generato un impatto considerevole. Oltre ad avere 1 milione di iscritti al canale, i video pubblicati dall’ex Re dei paparazzi si aggirano in media tra uno e due milioni di views solo sulla piattaforma di Google. La scalata comincia a partire da novembre 2024, quando il suo canale subisce una svolta improvvisa, un’impennata che coincide con la pubblicazione della prima puntata di Falsissimo. Da quel mese in poi c’è un primo importante aumento di iscritti e visualizzazioni che raggiunge il picco nel periodo compreso tra gennaio e febbraio 2025, quando le views superano i 2-3 milioni: è il momento in cui l’ex agente fotografico lancia per la prima volta i suoi presunti scoop sul matrimonio tra Chiara Ferragni e Fedez.

Da un punto di vista numerico, l’apice lo raggiunge con le puntate dedicate ad Alfonso Signorini e Mediaset. La crescita del canale nei mesi a cavallo tra dicembre 2025 e gennaio 2026, infatti, è stata esponenziale: secondo i dati pubblicati da SocialBlade – una piattaforma che si occupa del monitoraggio delle statistiche di profili social – il canale di Corona sarebbe passato dai 600mila iscritti del 30 novembre 2025 al milione di utenti raggiunto pochi giorni fa, per un totale di 400mila nuovi registrati in due mesi. La puntata dedicata a quello che lui definisce “Sistema Mediaset”, ad esempio, gli avrebbe portato un aumento di 74 mila iscritti in sole 24 ore.

Anche le visualizzazioni ai video hanno avuto un andamento simile. Tutte le clip sono state oscurate, motivo per cui non è possibile fornire con precisione il numero attuale di views, ma stando sempre ai dati di SocialBlade l’incremento sarebbe stato netto: se Corona aveva chiuso novembre 2025 con circa 38 milioni di visualizzazioni, a dicembre sarebbe salito a 53 milioni di views complessive. Una cifra che cala drasticamente nei primi giorni di febbraio, con la rimozione dell’intero catalogo e la conseguente perdita delle visualizzazioni, in particolare quelle delle ultime tre puntate, che arrivavano da sole a circa 15 milioni, secondo le misurazioni di un’altra piattaforma di monitoraggio, Playboard. Numeri che difficilmente si vedono in giro. E che proprio per questo motivo, oltre al compenso che YouTube mette a disposizione dei suoi creator, potrebbero eventualmente ingolosire aziende che, attratte da uno spazio seguitissimo, in alcuni casi potrebbero voler mettere mano al portafoglio.

Come funziona la monetizzazione su YouTube

Ma come funziona di preciso il sistema con cui la piattaforma di Google paga i suoi influencer? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il numero di visualizzazioni conta solo relativamente. Anzi, potrebbe essere definito un parametro secondario se consideriamo solo i compensi dati da YouTube. In quest’ottica, risultano molto più importanti altre metriche. La principale è quella che viene chiamata CPM (Cost per Mille) che corrisponde al costo che un inserzionista paga per 1.000 impressions pubblicitarie: in altre parole, rappresenta quanto gli advertiser spendono per mostrare annunci su YouTube. Si tratta però di un parametro dinamico e non lineare, e che non considera, tra l’altro, la percentuale trattenuta dalla piattaforma. Ed è quindi impossibile stimare con esattezza i guadagni relativi a un video se non si è proprietari di quel canale.

Anche perché a concorrere ci sono tutta una serie di altri fattori. La monetizzazione, infatti, può variare in base all’argomento trattato: un video che parla di finanza, ad esempio, potrebbe essere pagato di più rispetto a uno di intrattenimento. Da non sottovalutare è anche la qualità delle visualizzazioni. Non tutte le views, infatti, pesano allo stesso modo. Ma il loro valore cambia in base alla durata del video e al tempo di visione: più a lungo lo spettatore resta, più crescono le possibilità che si fermi a guardare annunci mid-roll (quelli che interrompono il video), aumentando così i possibili ricavi per il creator.

Ci sono poi altri dati che non sono solitamente accessibili al pubblico. Come, ad esempio, le donazioni libere che un utente può fare cliccando il tasto “Grazie” sotto ciascun video. O, ancora, la sezione Shop, che chi naviga può sfruttare per accedere facilmente ai prodotti brandizzati di un influencer. E infine l’abbonamento al canale, che costituisce un altro possibile introito per il proprietario: il costo, infatti, è di 4,99 euro al mese, di cui il 70% va al creator. Una funzione che Corona ha attivato all’inizio del 2025 e che poi ha mantenuto per tutte le successive puntate di ‘Falsissimo’, divise in una parte gratuita e un’altra per gli abbonati. Il numero di questa tipologia di iscritti, però, è nascosta ed è visibile soltanto al proprietario del canale.

Complessivamente, quelle date da YouTube sono cifre che, sì, in alcuni casi sono molto alte, ma che molto raramente superano qualche centinaia di migliaia di euro per un singolo video. Probabilmente, la presenza online potrebbe rappresentare un valore molto più alto se inserita in un’ottica pubblicitaria, in quanto spazio potenzialmente seguito da milioni di persone. E che può essere venduto alle aziende: YouTube non vieta del tutto questa possibilità e non pone neanche particolari limitazioni sugli accordi tra un content creator e un’azienda terza. Potenzialmente, dunque, contratti pubblicitari di questo tipo possono raggiungere anche milioni di euro, se si garantisce un determinato bacino di pubblico, come nel caso di chi fa decine di milioni di views.

Oscurati tutti i video di Falsissimo: che cosa succede adesso

Quasi tutti i video di Corona, però, sono stati oscurati dalla piattaforma, probabilmente per presunte violazioni degli standard della community. Un provvedimento che, generalmente, non è irreversibile. Ma che può comunque avere conseguenze importanti su chi lo subisce. Sia in termini numerici, perché l’algoritmo può riconoscere un canale come poco affidabile e quindi indicizzarlo diversamente, sia in termini economici, dal momento che possono esserci delle limitazioni alla monetizzazione.

Nel caso di Falsissimo, l’ex Re dei paparazzi aveva già ricevuto uno strike per presunta violazione del diritto d’autore ed alcuni dei suoi video erano stati inizialmente rimossi. Solo successivamente è stato oscurato l’intero catalogo del canale. Questa procedura, però, non dovrebbe comportare sulla carta una limitazione alla sua libertà d’espressione, perché Corona potrebbe continuare a pubblicare i suoi contenuti, a patto di rispettare le linee guida della piattaforma sulla quale opera. E infatti poche ore dopo l’oscuramento dei suoi video, il 51enne ha caricato una specie di riepilogo delle ultime tre puntate di Falsissimo, dalla quale, scrive, sono state rimosse “tutte le immagini contestate”. Questa clip, almeno per ora, è l’unica ancora disponibile sul suo canale.

L'articolo L’all-in di Corona sui social: tutti i numeri (e i limiti) della sua presenza online proviene da Il Fatto Quotidiano.

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