Valentino e il finto pronipote Oscar Garavani (andato anche ai funerali). La famiglia: «Si è inventato un fratello mai esistito»
MILANO. «Oscar Garavani non è il pronipote di Valentino Garavani». Lo scrive al Corriere Piero Villani, 77 anni, figlio della sorella dello stilista scomparso il 19 gennaio, Wanda. La lettera è firmata «La famiglia del Maestro Valentino Garavani». Oscar Garavani, designer di borsette, ex modello, che da qualche anno si presenta come pronipote è anche andato al funerale, immortalato dai fotografi: il 59enne dai lunghi capelli biondi, contattato dal Corriere, ha confermato di essere figlio di questo fratello che, però, Valentino non ha mai avuto. Ha promesso di inviare le prove ma alla redazione del corriere non sono ancora arrivati i documenti.
La lettera
«Oscar Garavani non è legato da alcun vincolo di parentela con il sig. Valentino Garavani. Trattasi di mera omonimia – si legge nella lettera –. La circostanza, peraltro, riferita dal detto sig. Oscar Garavani di essere figlio di un non meglio specificato fratello del Maestro Valentino Garavani non corrisponde al vero atteso che il medesimo aveva un’unica sorella, Wanda».
La parentela e le interviste
Nel 2020 Oscar Garavani aveva rilasciato un’intervista all’Ansa. «Oscar Garavani è il nipote di Valentino, anzi il pronipote visto che suo nonno era il fratello dell'Ultimo Imperatore della moda, lo stilista di Voghera che con la sua eleganza ha dominato l'haute couture per 50 anni. La carriera di Oscar Garavani, che oggi ha 53 anni e si è scoperto designer di borse da poco tempo, è cominciata invece come modello a 16 anni». Nell’articolo, mai smentito da nessuno, e che ha portato con sé, negli anni successivi, la ripresa della definizione in altre testate, Oscar Garavani spiegava: «Ho sfilato per Giorgio Armani, per Gianni Versace, per Gianfranco Ferrè. Anche per mio zio Valentino. Ma ho scelto io di fare l'indossatore perché viaggiavo e guadagnavo tanti soldi. Non ho mai cercato vantaggi perché mi chiamavo Garavani. Non ho mai chiesto favori a mio zio. Volevo fare da solo. Volevo cercare la mia strada».
E che i soldi non gli interessano lo ha ribadito nell’intervista al Corriere, dove ha anche detto di avere le prove della parentela. Prove che, però, non ha ancora inviato alla redazione del quotidiano che ha pubblicato la lettera del vero nipote, Piero Villani.