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Australian Open, Alcaraz storico: batte Djokovic e diviene il più giovane a completare il Carreer Grand Slam

[1] C. Alcaraz b. [4] N. Djokovic 2-6 6-2 6-3 7-5
Adesso alla bacheca di Carlos Alcaraz non manca più nessuno Slam. Li ha ottenuti tutti, con una tempestività capace di anticipare anche Rafael Nadal.

Nella finale che rappresentava un appuntamento con la storia per entrambi i protagonisti, il numero 1 del mondo batte in quattro set, con il punteggio di 2-6 6-2 6-3 7-5, Novak Djokovic e diviene il più giovane giocatore a completare il Career Grand Slam, con i suoi 22 anni e 272 giorni.

Se l’addio improvviso a Juan Carlos Ferrero aveva innalzato qualche dubbio, Carlitos ha squarciato ogni ombra sul campo, dimostrando di aver sottratto alla sua qualità da fuoriclasse quella discontinuità che a volte lo ha penalizzato nel passato. E adesso la semifinale vinta dopo quasi 5 ore e mezzo su Alexander Zverev, sconfiggendo anche i crampi, si scopre valere una bella fetta del suo primo Australian Open, il settimo Slam in otto finali, tra l’altro portando a casa la prima finale di ogni Major.

Al decimo atto della rivalità con Djokovic, lo spagnolo pareggia i conti nei testa a testa – e allunga sul 4-2 nei confronti Slam – cogliendo la terza vittoria in altrettante finali Major contro Nole – le altre due sono i trionfi back to back a Wimbledon tra il 2023 e il 2024.
Dopo un primo set in completa balia di Djokovic, Alcaraz ritrova la lucidità nel secondo parziale, restituendo a Nole il 6-2 incassato in precedenza. Portatosi avanti nel computo dei set, nel quarto vede sfumare sei palle break in avvio, che rischiano di pesare nella mente di Carlos. Tuttavia, il calo fisico del serbo è inevitabile e, sul 6-5 in un game senza prime da parte del suo avversario, il numero 1 del mondo chiude il sipario sul torneo.

Djokovic deve al momento rimandare il tanto atteso 25esimo sigillo in un Major, l’obiettivo attorno al quale sta forgiando l’ultimo capitolo della sua leggendaria storia tennistica, per prendersi il record di successi a livello Slam in solitaria – adesso lo condivide con Margaret Court. Le scorie della dispendiosissima semifinale contro Jannik Sinner hanno inevitabilmente rallentato le gambe del campione serbo, che prova la partenza a razzo per accumulare un vantaggio rivelatosi irrisorio. Nonostante i 32 vincenti4 in meno rispetto a Alcaraz – pesano i 46 errori non forzati – contro i 27 di Carlos –imputabili a una brillantezza che è andata affievolendosi di gioco in gioco.

Per Novak questa sconfitta rappresenta una sorta di unicum: non aveva mai fallito infatti una finale all’Australian Open nelle 10 occasioni in cui era approdato all’ultimo atto.

È complicato in questo momento prevedere se si trattasse dell’ultima grande opportunità della carriera. Probabilmente se continuerà a offrire queste prestazioni forse no. Comunque a maggio per lui saranno 39 primavere. Ed è pur vero che non c’è carta d’identità che tenga davanti alle leggende, però i percorsi negli Slam, con le partite al meglio dei cinque set, non sempre gli permetteranno di arrivare fresco alle fasi clou del tabellone. Le difficoltà nel recupero e il dispendio energetico ai primi turni sono evidenziati dallo stesso Djokovic come la problematica più acuta delle sue ultime stagioni e l’aver beneficiato di un forfait, quello di Jakub Mensik agli ottavi, e di un ritiro a partita in corso, come successo a Lorenzo Musetti, ha messo il serbo nelle migliori condizioni per provare a regalarsi un sogno. Non è bastato contro questa versione di Alcaraz.

Primo set: Partenza incredibile di Djokovic, che domina il primo set per 6-2

Alcaraz vince il sorteggio e sceglie di iniziare in risposta, per provare a sfruttare qualche eventuale seconda da parte di Djokovic. Nole, però, sin dal game che inaugura la finale, sembra proseguire sulla scia della prestazione offerta al servizio contro Jannik Sinner. La precisione chirurgica gli consente di aprirsi bene il campo e di cambiare rapidamente in lungolinea. Nel quarto gioco arriva il primo scossone nella partita: Alcaraz non è aiutato dalla battuta e, con un diritto in rete, regala la prima palla break, che cancella con una grande soluzione, una smorzata in uscita dal servizio. Dopo aver salvato una seconda chance, per Carlos è fatale la terza occasione concessa.

Il serbo è più propositivo durante lo scambio e allunga sul 3-1 contro un Alcaraz che non ha ancora trovato ritmo e accelerazioni da fondocampo. I problemi alla battuta non sono finiti per il numero 1 del mondo, che nel sesto gioco riemerge dallo 0-30 con quattro punti consecutivi. Tuttavia, in risposta non è ancora centrato, complice un Djokovic impeccabile, che fino al 5-2 ha perso solamente due 15 nei propri turni di servizio. Nell’ottavo game fioccano i primi due set point: a Djokovic basta il primo per prendersi il set inaugurale per 6-2.

Secondo set: Alcaraz restituisce il favore a Djokovic e pareggia i conti per 6-2

La profondità di palla di Djokovic e l’anticipo da fondocampo tolgono il tempo a Alcaraz, che fatica a trovare gli angoli e far muovere il suo avversario. Nel primo game del secondo parziale per lo spagnolo si apre uno spiraglio quando Novak commette due errori di diritto, ma non riesce a procurarsi la prima palla break del suo incontro, nonostante il gioco protratto ai vantaggi. Dopo un turno di battuta a 0, i segnali di risveglio da parte di Carlitos proseguono nel terzo game, quando si materializzano due break point. Al numero 4 del mondo non entra la prima e deve cedere il servizio, con un tentativo mal calibrato di serve and volley sulla seconda.

In un game, il quarto, in cui gli errori in lunghezza sono molti da entrambe le parti, Djokovic non capitalizza una possibilità di controbreak e Alcaraz allunga sul 3-1. Allora, nel settimo gioco è il campione di Murcia a strappare una seconda volta il servizio al suo avversario: Nole accusa un calo e abbassa la pressione della sua azione e alla seconda palla break il favorito del tabellone si porta a servire per pareggiare i conti. Alcaraz, così, restituisce il favore e fa 1-1 nel computo dei set per 6-2.

Terzo set: Djokovic prova la reazione, ma Alcaraz lo punisce e passa a condurre

Tra secondo e terzo set, date le nuvole scure che cominciano a coprire la Rod Laver Arena, gli organizzatori optano per avvicinare le due calotte del tetto, così da poterlo chiudere rapidamente in caso di pioggia.

Nel primo game del terzo parziale, Djokovic tiene il servizio ai vantaggi, confermando qualche difficoltà fisica. Nel terzo gioco torna comunque a spingere e a trovare velocità di palla, con puntuali accelerazioni lungolinea. Tuttavia, è Carlos ad aprire per primo il gap: sul 2-2 sfrutta la prima delle due palle break procuratesi e passa a condurre. Una rinnovata precisione alla battuta consente a Novak di rimanere in scia, fino al 5-3, quando Alcaraz si guadagna tre set point in risposta. Nonostante la difesa estrema del murciano, Djokovic cancella il primo con un semplice smash e il secondo con un contropiede che sorprende il suo avversario. Poi gli nega il terzo – e anche un quarto – con il servizio. La quinta palla set è quella buona: dopo aver mancato due chance del 5-4, il serbo cede con il rovescio lungolinea e scivola indietro di un parziale.

Quarto set: È Career Grand Slam per Carlos Alcaraz

Nonostante il set di svantaggio, Djokovic non molla. Con lo spirito del campione, annulla sei palle break nel secondo game del parziale, in cui Alcaraz può rimproverarsi solamente l’errore con il diritto alla quinta occasione. Dopo uno spaccato di partita in cui i turni di servizio volano via rapidi, il serbo torna a soffrire alla battuta. Dapprima recupera da 0-30 con tre punti consecutivi, poi fa 4-4 ai vantaggi, senza lasciare scampo allo spagnolo.

Nole avverte il momento e nel nono game dà tutto per inseguire il break che lo avvicinerebbe al quinto set. Difendendo come quando era il numero 1 del mondo si procura la chance di togliere il servizio a Carlos, ma stavolta non è preciso, incappando in un errore di misura, e allora deve battere per prolungare la finale. Con un game a 15 riaggancia il suo avversario sul 5-5. La pressione torna su Alcaraz, che risponde con un turno ineccepibile. Sul 6-5, allora, cerca la zampata finale. La prima di Djokovic smette di funzionare e lo spagnolo si procura due set point. Il primo gli regala la chiusura del cerchio: Carlos Alcaraz a 22 anni e 272 giorni diviene il più giovane a completare il Career Grand Slam.

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