Australian Open 2026: Sabalenka-Svitolina e Pegula-Rybakina, di semifinali e di storie
Quattro giocatrici e un punto comune: nessun set perso. Le semifinali degli Australian Open 2026, in campo femminile, segnano la quinta volta negli Slam in Era Open in cui le candidate al titolo non hanno ceduto alcun parziale nella loro corsa. Solo una volta era capitato in Australia, nel 1970 (e si giocava a Sydney); era successo anche agli US Open 1976 e 1980 e al Roland Garros 1995.
Si comincerà alle 9:30 italiane con Aryna Sabalenka contro Elina Svitolina. La bielorussa, numero 1 del mondo, dal 2023 compreso in avanti ha perso a Melbourne solo un match (la finale del 2025 contro Madison Keys) e quattro set complessivi, il che fa capire come le condizioni della Rod Laver Arena e dintorni la trovino su un particolare livello di agio. E quest’anno non è stata da meno. Certo è che trova una giocatrice in ampia fiducia, già vincitrice ad Auckland e con un solo set perso nell’intero 2026. Per la prima volta è in semifinale a Melbourne, e a 31 anni è a una delle migliori occasioni della carriera, anche se fino a questo momento il testa a testa dice 5-1 Sabalenka.
Le sfide tra le due, però, hanno spesso offerto spunti di particolare interesse. In caso di successo, l’ucraina andrebbe in finale Slam al 48° tentativo: la terza maggior quota necessaria dopo i 49 di Flavia Pennetta a New York nel 2015 e i 52 di Anastasia Pavlyuchenkova al Roland Garros 2021. Dall’altra parte, Sabalenka ha vinto gli ultimi 21 match di fila sul veloce contro giocatrici fuori dalla top 10. E, in questo torneo, ha tirato 143 vincenti, più di qualunque altra giocatrice. Svitolina, dal canto suo, sa già che tornerà in top ten per la prima volta dal 25 ottobre 2021.
A seguire, Jessica Pegula contro Elena Rybakina. Per l’una è la caccia alla prima finale a Melbourne, per l’altra si tratterebbe della seconda volta dopo il 2023. Siamo anche, per l’americana, alla prima volta in semifinale in terra australiana, e anche alla prima lontano de New York. E c’è un dato particolare: ogni volta che è arrivata al penultimo atto non ha mai perso un set, e in questo caso l’ha fatto vincendo per la prima volta match consecutivi contro top ten (Keys, 9, e Anisimova, 4). Anche per lei fiducia importante, vista pure la semifinale a Brisbane, il che fa capire quanto i tornei di inizio anno siano stati fondamentali per le semifinaliste in tema di guadagno di fiducia.
La parziale eccezione riguarda Rybakina, che proprio a Brisbane si era dovuta fermare ai quarti. Ma, a Melbourne, è come se avesse messo insieme tutto quello di cui aveva bisogno per proseguire sulla scia positiva del finale di 2025 che l’ha portata a diventare un fattore tra swing asiatico e WTA Finals. Oltretutto, per la kazaka di Mosca le performance recenti contro la sua avversaria sono importanti: ha vinto tre degli ultimi quattro precedenti e, ancor più, i due giocati nel 2025. Si tratta della prima volta che l’affronta negli Slam, ma lo fa arrivando da un successo diventato di proporzioni inaspettatamente nette nei confronti di Iga Swiatek. Una Swiatek che pareva in decisa ripresa rispetto a una bella fetta di 2025, ma non appare tanto facile avere a che fare con questa versione dell’ex campionessa di Wimbledon.