Antonello Fassari riappare nella fiction “Morbo K”: l’ultimo lavoro prima di morire. L’omaggio commosso di Giacomo Giorgio: “Splendido attore e uomo straordinario”
C’era un pizzico di commozione da parte di tutto il cast di “Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero” per la prima puntata andata in onda ieri sera su Rai Uno che ha totalizzato 2.539.000 spettatori pari al 15.6% di share. Infatti questa produzione è stata l’ultima per l’attore morto a 72 anni nell’aprile 2025. Fassari interpreta nonno Moisè, al centro della famiglia Calò che viene poi travolta dal rastrellamento del Ghetto Ebraico di Roma il 16 ottobre 1943.
Tra i protagonisti della pellicola, che si concluderà questa sera 28 gennaio con il secondo ed ultimo appuntamento, c’è Giacomo Giorgio che ha voluto ricordare Fassari con parole commoventi condivise sul suo profilo Instagram: “Vorrei dedicare un ricordo per questo splendido attore e uomo straordinario, che con Morbo K ci ha lasciato la sua ultima interpretazione. La serata di oggi e di domani hanno un’importanza ancora più speciale. Ciao Antonello Fassari, e grazie”.
La sinossi di “Morbo K”
Roma, settembre 1943. Kappler capo delle SS di stanza a Roma, minaccia la comunità ebraica chiedendo un tributo in oro: cinquanta chili per non essere deportati. Un ricatto mostruoso che alcuni già sospettano essere un imbroglio. È questo l’incipit di “Morbo K” la serie tv in due serate, con la regia di Francesco Patierno, coproduzione di Rai Fiction, Fabula Fiction e Rai Com.
Mentre gli ebrei romani si interrogano su cosa fare e come mettere insieme in 24 ore l’oro richiesto da Kappler, il professor Prati, (interpretato da Vincenzo Ferrera), direttore del Fatebenefratelli, l’ospedale che è a due passi del ghetto, intuisce le vere intenzioni del colonnello tedesco e riesce a trasferire alcune famiglie ebree in un reparto speciale, salvandole di fatto, da un atroce destino. Per evitare che i nazisti raggiungano l’Isola Tiberina, il medico ha la brillante idea di inventare un virus altamente contagioso che si sta diffondendo rapidamente: è il letale “Morbo K” e chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia.
Lo stratagemma per un po’ sembra sufficiente a tenere gli ebrei al sicuro all’interno dell’isola e i nazisti a distanza. Tra le famiglie ebree care al direttore, c’è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia, interpretata da Dharma Mangia Woods, si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo (Giacomo Giorgio), giovane assistente del professor Prati, che ricambia il suo sentimento, malgrado sia già promesso sposo a un’altra ragazza per volere familiare.
La morsa sugli ebrei romani del ghetto, intanto, si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre il professor Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga. Il 16 ottobre del 1943, i cinquanta chili d’oro sono già nelle casse dei nazisti, ma Kappler ordina lo stesso il rastrellamento degli ebrei del ghetto contravvenendo così alla parola data
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