Gaza, un’altra neonata morta a causa del freddo: è l’ottavo caso dall’inizio dell’inverno. Save the children: “Le tende non bastano”
A Gaza i neonati continuano a morire per il freddo. L’ultimo caso lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa: una bambina nata da 27 giorni, Aisha Ayesh al-Agha, è deceduta a Khan Younis, nel sud della Striscia, per ipotermia. Sale così a 8 il numero dei bambini morti dall’inizio della stagione a causa della grave carenza di aiuti umanitari e della mancanza di materiale per scaldarsi e ripararsi dalle temperature che calano drasticamente durante la notte.
Secondo i medici sentiti dall’agenzia, il caso evidenzia la gravità della situazione umanitaria nella Striscia, soprattutto per i bambini e gli sfollati che vivono in tende fragili e mal equipaggiate per resistere al freddo. I residenti della Striscia di Gaza soffrono per la mancanza di alloggi e assistenza medica, e per la mancanza di materiale per il riscaldamento a causa della carenza di carburante, in un clima tempestoso, freddo e piovoso.
Una situazione denunciata a più riprese dalle organizzazioni umanitarie, che da mesi chiedono a Israele il pieno accesso degli aiuti umanitari con l’ingresso di medicinali, materiale medico, di tende e ripari. Più della metà della popolazione infatti non ha più una casa, e vive in campi senza servizi e acqua potabile, in tende vecchie e non adatte ad affrontare il maltempo e il freddo invernale. Diverse volte nelle ultime settimane i campi si sono allagati e riempiti di fango per le forti piogge, e le tende sono state spazzate via dal vento. In questo contesto i bambini appena nati, non ancora in grado di regolare la temperatura corporea, sono continuamente a rischio ipotermia.
”Le condizioni a Gaza stanno minando ogni aspetto della vita quotidiana – ha dichiarato Shurouq, responsabile multimedia di Save the Children a Gaza – Almeno 7 bambini (8 con l’ultimo caso, ndr) e 24 adulti sono morti quest’inverno per mancanza di riparo dal freddo gelido. Diverse persone, inclusi bambini, sono state uccise o ferite da resti di macerie cadute. La maggior parte delle persone non ha una casa dove tornare. Le fragili tende non bastano a proteggere le famiglie dall’inverno, e le condizioni in cui versano rappresentano un affronto alla serie infinita di ferite che i palestinesi di Gaza hanno subito negli ultimi due anni”.
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